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Parco e Ombrina, Febbo (FI): “siamo alla farsa e alla confusioni più totale”

Quanto accaduto sulla questione Ombrina, con il parere positivo della Conferenza di servizi al MISE e al contemporanea assenza a Roma del governatore d’Abruzzo Luciano D’Alfonso, ma anche in merito alla perimetrazione del Parco della Costa teatina, per la quale lo stesso numero uno di Palazzo Silone ha chiesto una revisione che presumibilmente è tra i motivi alla base della mancata decretazione rapida da parte della Presidenza del Consiglio e di Sergio Mattarella, non poteva non rinfocolare gli attacchi delle opposizioni, in special modo di chi quelle tematiche ha dovuto affrontare in quanto assessore con delega alle politiche agricole e alla Pesca.

Così Mauro Febbo non si lascia scappare l’occasione per dire che “Ormai il pasticcio di questa Regione non ha limiti e su tematiche ambientali quali Ombrina e Parco Costa Teatina siamo alla farsa e alla confusioni più totale tutto a discapito di un territorio strategico qual è quello della Provincia di Chieti”.

“Dopo il parere favorevole della Conferenza di Servizi del Ministero alla concessione ad Ombrina Mare – spiega l’attuale presidente della commissione regionale Vigilanza – non vi sono più motivi logici portare avanti il progetto del Parco sia in termini ambientali sia come strategia turistica per la Costa dei Trabocchi. Il Partito Democratico ha peccato di presunzione poiché il sottoscritto aveva già nel 2012 chiuso la perimetrazione del Parco, trovando un accordo con l’allora direttore generale Grimaldi del Ministero dell’Ambiente e quindi allontanare definitivamente l’insediamento di Ombrina Mare. Quel progetto fu affossato dagli stessi dirigenti del Partito Democratico che oggi al governo della Regione fanno finta di volere il Parco”.

Ed è proprio su questo tema che Febbo si toglie più di qualche sassolino dalla scarpe: “oggi – dice -paradossalmente assistiamo ad una vera e propria sceneggiata dove la Regione Abruzzo, che prima avalla la perimetrazione del Parco nazionale della Costa Teatina fatta dal commissario Pino De Dominicis, oggi, invece, si presenta al ministero dell’Ambiente, a Roma, chiedendo di rivedere i limiti e l’estensione di quella perimetrazione. Quindi sbugiardando e bocciando clamorosamente il lavoro compiuto dal commissario nominato dalla stessa Regione. Attendiamo di sapere il costo dell’incarico squisitamente politico. Inoltre anche lo stesso sottosegretario Mazzocca, delegato alle Politiche ambientali, prende le distanze dalla posizione e dal tavolo romano voluto dal suo Presidente”.

“Pertanto – conclude Febbo – invito sia D’Alfonso, unitamente alla sua maggioranza, ad assumere un atteggiamento responsabile e chiaro soprattutto su temi ambientali e turistici poiché sul futuro della Costa dei trabocchi ad oggi regna solo confusione e promesse non mantenute. Altrimenti saremo costretti a rivolgerci e chiedere l’intervento dei sui amici ‘Ufo’.

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