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Copagri Abruzzo ribadisce la propria contrarietà ad “Ombrina Mare”

“La decisione favorevole assunta dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) lo scorso Lunedì 9 novembre in merito all’emanato parere favorevole per la realizzazione dell’impianto di estrazione del petrolio “Ombrina Mare” al largo della costa Teatina è un aspetto verso il quale ribadiamo con forza la nostra assoluta contrarietà”: a dirlo è la presidenza di Copagri Abruzzo, che ribadisce con forza di aver presenziato “alle manifestazioni pubbliche contro la paventata realizzazione dell’insediamento perché crediamo in un modello di sviluppo basato alle valenze dell’agricoltura di qualità e l’Abruzzo ha molte eccellenze, dell’ambiente da curare e rispettare, del turismo da diversificare nell’offerta e di un industria manifatturiera leggera ed assolutamente compatibile con questo modello di sviluppo”.

“La larga e partecipata presenza di cittadini, associazioni, enti ed istituzioni di ogni ordine e grado in tutte le manifestazioni pubbliche che ci sono state sono il sintomo di una corale contrarietà dell’intero territorio di cui il MISE non ha tenuto alcun conto”, sostiene ancora Copagri che evidenzia come “quanto è accaduto è un vero e proprio schiaffo alla democrazia!”

“La recente creazione del ‘parco marino dei trabocchi’ da parte del Consiglio Regionale d’Abruzzo, il prossimo imminente avvio della realizzazione di diversi lotti della pista ciclopedonabile sull’ex tracciato ferroviario, la presenza di tante aree di riserva, la sempre possibile realizzazione del parco nazionale della costa teatina, cui bisogna però condividere la governance con le amministrazioni locali – aggiunge l’organizzazione professionale del mondo agricolo – segnano, tutti insieme, con forza la volontà di un territorio che vuole darsi uno sviluppo totalmente diverso da quello di vedere a ridosso della costa un impianto di estrazione del petrolio che, oltre che visivamente poco bello, deturpa strutturalmente ed irreversibilmente le bellezze naturali che oggi abbiamo”.

“Ancora una volta – accusa Copagri – il “Dio denaro”, basato su royalties che finiscono allo stato nazionale con poche briciole che ricadono sul territorio, ha fatto la differenza per gli interessi di pochi a dispetto della tutela e salvaguardia del territorio il cui mantenimento dovrebbe rappresentare la principale preoccupazione di ogni essere vivente.

La stragrande maggioranza numerica dei cittadini preferisce altro rispetto ad uno sviluppo basato sull’economia degli idrocarburi.

Noi siamo per uno sviluppo equilibrato dove uomo e natura vivano in assoluto rispetto e simbiosi ed ove siano le esperienze delle energie naturali ed alternative a prevalere sulle altre fonti.

Così era scritto già nella “Carta di Milano”, che è stata la base da cui ha preso spunto tutto l’Expò universale conclusosi di recente, e nei documenti preparatori della conferenza Onu sul clima che si terrà a Parigi nel prossimo dicembre.

Il nostro augurio è che, come tanti asseriscono, sia solo stata persa una battaglia ma ancora la guerra!”

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