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“A Vasto perchè l’opposizione non ha vigilato?”

Le minoranze incalzano l’amministrazione comunale dopo la chiusura delle indagini sulle manifestazioni estive 2013 (che coinvolgono la giunta in carica all’epoca dei fatti, un dirigente comunale e un imprenditore degli spettacoli) e chiedono al sindaco Francesco Menna un atto di “indirizzo politico al fine di ripristinare la legalità e la trasparenza”.

Porta la firma di Alessandra Cappa, Dina Carinci, Ludovica Cieri, Alessandro D’Elisa, Nicola Del Prete, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi e Vincenzo Suriani (all’appello manca solo Massimo Desiati che si è dimesso dalla carica di consigliere), la richiesta di un consiglio comunale straordinario.

Le opposizioni vanno all’attacco dopo il clamore suscitato dalla vicenda giudiziaria che si è chiusa con la formalizzazione dei capi di imputazione a carico dell’ex sindaco Luciano Lapenna, degli assessori Vincenzo Sputore, Nicola Tiberio, Mario Olivieri, Anna Suriani, Luigi Masciulli e Lina Marchesani (quest’ultima al suo terzo mandato assessorile).

A loro carico il procuratore capo Giampiero Di Florio ha ipotizzato il reato di abuso in atti d’ufficio, in concorso con il dirigente comunale Michele D’Annunzio (proponente e firmatario delle determine) e con il titolare di un’agenzia specializzata nell’organizzazione di spettacoli musicali, Nando Miscione. All’imprenditore sono stati contestati anche i reati di frode in pubbliche forniture e di truffa.

La vicenda giudiziaria è quella relativa ad un pacchetto di manifestazioni, affidato senza gara d’appalto, dell’importo complessivo di 170mila euro, a fronte di un tetto previsto per le forniture pubbliche di 40mila euro.

“Il sindaco ha individuato nella legalità e nella trasparenza gli elementi caratterizzanti della sua azione amministrativa”, è la premessa dei firmatari, che propongono a Menna “di avocare a sé le deleghe amministrative conferite all’assessore Marchesani nelle more dell’inchiesta penale e di provvedere all’affidamento di incarichi e consulenze con l’indirizzo preferenziale di gare ad evidenza pubblica”.

Sulla vicenda interviene anche Codici che bacchetta le opposizioni. “Dov’erano quando la giunta in carica nel 2013 affidava la gestione delle manifestazioni estive ad un privato senza gara d’appalto?”, attacca Riccardo Alinovi, referente dell’associazione, “i consiglieri di minoranza non hanno svolto il loro ruolo di controllo. Il fatto che a metterci la faccia sia stato Stefano Comparelli (il denunciante, ndc), significa che le opposizioni non solo non hanno vigilato, ma forse erano anche conniventi. Invece di controllare atti e delibere che facevano i vari Desiati, Del Prete e D’Alessandro?”.

Anna Bontempo (Il Centro)

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