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Truffa dell’autovelox, la sentenza slitta di un mese

 

 

 

 

 

La necessità di prendere visione del materiale probatorio mancante, ritenuto importante ai fini del giudizio, ha spinto il collegio di giudici chiamati a dare la sentenza sul maxi processo autovelox, a rinviare di un mese il pronunciamento. I giudici hanno chiesto al pm le sentenze dei giudici di pace su alcune transazioni fatte dagli automobilisti multati e le registrazioni telefoniche che sono agli atti ma che ieri mancavano. In attesa del materiale, l’udienza è stata aggiornata al 25 giugno.

Ancora una volta la vicenda ha regalato un finale diverso da quello previsto. Il processo ieri è iniziato alle 9. Dopo 4 ore, terminate le arringhe dei difensori, il collegio presieduto dal giudice Italo Radoccia, a latere Fabrizio Pasquale e Michelina Iannetta, si è ritirato. Molti si aspettavano un sentenza favorevole agli imputati dopo che il 7 maggio, il pm Giancarlo Ciani, aveva chiesto l’assoluzione per i 15 imputati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, peculato, abuso in atti d’ufficio e violazione dell’articolo 97 della Costituzione, che stabilisce il principio d’imparzialità della pubblica amministrazione. Non è andata così. I giudici hanno chiesto alla pubblica accusa, rappresentata ieri prima dal pm Enrica Medori, poi dal procuratore capo Giampiero Di Florio, di integrare la documentazione con le sentenze dei giudici di pace e le registrazioni telefoniche che risultano agli atti.

Nessun commento da parte del Comitato antiautovelox presieduto da Antonio Turdò. Gli imputati finiti in giudizio (amministratori comunali, tecnici e vigili urbani ) sono 15: Maurizio Antonini, ex sindaco di Fresagrandinaria; Giovanni Di Stefano, attuale sindaco di Fresagrandinaria; il figlio Nicola; Carlo Moro, sindaco di Lentella; Leandro Di Lallo, ex sindaco di Lentella; Giuseppe Besca, Antonio Marchesani, comandante della polizia municipale di Cupello, gli agenti municipali Giuseppe Cavallone, di Fresagrandinaria; Domenico Profeta, di Cupello; Gianfranco Caravaggio, di Lentella; Giosuè Forgione,

di Cupello; Michele Di Dia, di Trivento; Giovanni Giammichele, ex sindaco di Dogliola, e i tecnici Nicolino Di Giuseppe e Pierluca Di Giuseppe.

Le indagini sono dei carabinieri della compagnia di Atessa. (p.c.) il centro

 

 

 

 

 

 

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