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La lettera aperta di Del Casale a Lapenna fa infuriare le sinistre

consiglio comunale-nta-taresLa posizione espressa dal segretario cittadino del Partito Democratico, Antonio Del Casale, nella sua lettera aperta al sindaco Luciano Lapenna in merito al vertice di maggioranza tenuto in piazza del Popolo l’altra sera ha scatenato la protesta delle sinistre estreme (vedasi Rifondazione e Sel), dei socialisti e del “misto” Elio Baccalà.

Sono fondamentalmente due i passaggi che hanno fatto sobbalzare gli esponenti dei partiti di cui sopra, ovvero quando Del Casale scrive “E’ auspicabile un’amministrazione rinnovata nell’entusiasmo e nella voglia di fare che dia un segno di cambiamento anche nella compagine amministrativa che può passare attraverso la valutazione degli obiettivi dati agli assessori nel cronoprogramma valutandone il merito o attraverso dei cambiamenti, se lo riterrai opportuno con l’ingresso di competenze diverse” e, poi, affonda i colpi con “La stessa esortazione che ieri ho fatto ai segretari ed ai capigruppo dei partiti affinché si aprano anche loro a questa visione anche se purtroppo una prima risposta è stata, più che altro, trincerarsi dietro una vecchia logica di conservazione, piuttosto che di valutazione degli obiettivi colti”.

Accuse ben precise che, però, vengono rimandate al mittente dal PRC nelle persone del segretario Maria Perrone Capano e del capogruppo Paola Cianci, dal PSI in quelle del segretario PSI Luigi Rampa e del capogruppo Gabriele Barisano, da Sel nelle persone del segretario Sante Cianci e del capogruppo SEL Maurizio Vicoli e dal gruppo Misto guidato da Elio Baccalà, che in una nota congiunta scrivono rivendicando le cose fatte soprattutto negli ultimi mesi:

“A seguito della lettera aperta del segretario del PD di Vasto, Antonio Del Casale al Sindaco, riteniamo doveroso fornire una lettura meno superficiale della riunione di maggioranza dello scorso giovedì 10 aprile.

In quell’incontro, che ha confermato alcune posizioni che ci saremmo aspettati venissero smussate per il bene dei cittadini di Vasto (a nessuno conviene rischiare il commissariamento della città), abbiamo sottolineato che questa amministrazione, pur con i limiti che nessuno si nasconde, ha portato a termine ed ha avviato numerosi progetti. Solo per elencarne qualcuno, la Giunta Lapenna – negli ultimi mesi  ha posto in essere il programma di recupero urbano, la riqualificazione di Vasto Marina, la ristrutturazione dell’ex carcere a fini di edilizia popolare, la riqualificazione del mercato di Santa Chiara, l’inizio dei lavori di Via San Rocco, l’approvazione del piano asfalti. Potremmo continuare, ma già questo dovrebbe rendere l’idea di quanto sia poco obiettivo puntare la polemica sui limiti di questa amministrazione (sui quali pure bisognerà discutere) senza mai citare i risultati oggettivi.

Soprattutto, nella valutazione che si fa dell’amministrazione comunale di Vasto, non si può prescindere dalle risorse disponibili. A nessuno è sconosciuta la drastica riduzione dei trasferimenti finanziari dallo Stato agli Enti locali. Per dare un’idea, se fino a pochi anni fa lo Stato trasferiva ai Comuni risorse pari a quasi 200 euro per ogni cittadino, oggi gli stessi Comuni possono contare solo su 11 euro per ogni cittadino. Come hanno risolto questo enorme problema la stragrande maggioranza dei Comuni italiani? Aumentando le tasse cittadine (specie quella sui rifiuti) o tagliando i servizi. A Vasto non è capitata nessuna delle due cose. Dimenticare questo aspetto essenziale significa chiudere gli occhi di fronte ai problemi”.

I segretari e i capigruppo, però, chiamano in causa con forza i rapporti all’interno del Pd e tra i democratici e il sindaco Lapenna che sono, quelli sì, alla base della crisi amministrativa in atto dal 29 marzo. Infatti aggiungono: “Allo stesso tempo, solo chiudendo gli occhi di fronte a questi risultati si può dare un giudizio di così netta sfiducia nell’amministrazione come si legge tra le righe della lettera del segretario del PD, Antonio Del Casale. E d’altronde lo stesso decreto di azzeramento della giunta conferma la nostra valutazione. Viene da chiedersi: il PD sfiducia il suo sindaco dopo aver trovato la fiducia espressa nell’assemblea dello scorso 4 aprile. Cosa è successo in questi pochi giorni?

In realtà, ed è emerso chiaramente nell’ultima riunione di maggioranza, la causa della crisi è di natura politica, interna allo stesso PD ed in quell’ambito, soprattutto va risolta. Noi siamo assolutamente disponibili a trovare le migliori soluzioni alla crisi, e lo diciamo considerando l’urgenza con la quale la crisi va risolta, pena il rischio di commissariamento a breve. Ma il PD, quale partito di maggioranza relativa, che conta il maggior numero di consiglieri comunali, il maggior numero di assessori, che esprime il Sindaco, il Vicesindaco ed il Presidente del consiglio comunale, non può limitarsi a proporre il rinnovamento di una giunta che sta portando avanti molti progetti e che si bloccherebbero se la stessa Giunta non venisse riconfermata. Da un partito come il PD ci aspettiamo proposte concrete che purtroppo non abbiamo sentito in questo periodo, nel quale si è notata piuttosto una propensione alla polemica che soffoca l’attività amministrativa della città”.

Insomma da ambedue le parti si prova a forzare la mano. Lapenna per adesso lascia sfogare i partiti della sua maggioranza per poi giungere a una mediazione se non a imporre il deciso cambio che anch’egli si auspica. Intanto, proprio oggi, l’ex consigliere comunale Nicola D’Adamo dalle colonne del suo blog azzarda la previsione di una soluzione per il 2 giungo, Festa della Repubblica, e chissà che non ci azzecchi. Nel  mentre, però, come abbiamo già anticipato ieri anche l’attività del Consiglio comunale resta bloccata.

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