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Laudazi: “Definire in Provincia un nuovo piano per l’offerta formativa secondaria”

La avvenuta ricostituzione del Consiglio Provinciale e la definizione del nuovo assetto esecutivo amministrativo, da parte del neopresidente Menna, sono un diventati un fatto acquisito.
Diventa indispensabile il massimo impegno di tutti gli eletti, per ottenere programmi, metodi e procedure dibattute, approfondite e, possibilmente, condivise nella intera Istituzione ed è necessario che maggioranza e opposizione consiliare diventino consapevoli della loro effettiva importanza, dimostrandosi adeguati nell’espletamento del ruolo a loro affidato.

E’ giunta finalmente – ad esempio – l’ ora di affrontare problemi importanti e che per molto tempo sono stati lasciati a languire.
E’ il caso della offerta formativa provinciale per la Istruzione Secondaria Superiore, costituita di fatto ancora su vecchie distribuzioni territoriali obsolete e fuori dal tempo che non incontrano più il gradimento della popolazione scolastica e che hanno impedito di risolvere il problema dell’abbandono o del non completamento del percorso formativo degli studenti.

Basti pensare che, a fronte di un numero di alunni che negli ultimi anni è andato via via diminuendo, le scuole sono rimaste sostanzialmente le stesse e, quando è venuto meno il requisito necessario ad assicurare la autonomia delle singole Scuole, si è provveduto al varo di Istituti di Istruzione Superiore e/o di Istituti Omnicomprensivi (dalle Elementari alle Medie), in grado solo di annacquare i vari cicli formativi e le varie specializzazioni di indirizzo che hanno fatto grande la Scuola Italiana dal dopoguerra.

Non c’è offerta per la formazione scolastica turistica sulla costa della Provincia di Chieti, è complessivamente svilita la Formazione Professionale della Produzione e dei Servizi ,manca del tutto la formazione per le attività della logistica e per il trasporto delle merci e dei passeggeri.

In alcuni casi ci si è permessi di duplicare le offerte formative, come nel caso dei Licei delle Scienze Applicate, creando addirittura delle anomale concorrenze di percorsi formativi identici, nelle stesse Città. Un autentico guazzabuglio che non ha tenuto conto di come si è evoluta la richiesta di nuove figure professionali e di formazione nel territorio e di come si è modificata la struttura economica del contesto sociale in cui si esercita la formazione.

Ora si può e si deve cambiare. Non più scuole per salvare le Dirigenze Scolastiche, ma scuole per crescere ed educare correttamente le future generazioni.

Forza allora; gli eletti trovino le giuste intese con i Comuni della Provincia, si raccordino con le scuole esistenti ed i Sindacati, acquisendone le proposte di innovazione e lavorino, di intesa, per la formulazione di un nuovo Piano della Offerta Formativa e di dimensionamento della Rete Scolastica Provinciale, da verificare con la Regione Abruzzo e con la Direzione Regionale del Ministero della Pubblica Istruzione, per una nuova stagione della crescita e del progresso. Si può fare; si deve fare.

IL NUOVO FARO Dott. Ing. Edmondo Laudazi

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