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Scattato il fermo pesca da Pesaro a Bari, resterà in vigore fino al 27 settembre

E’ scattato ieri il fermo pesca su tutto il litorale centro meridionale dell’Adriatico, Vasto compresa. Pescherecci alla fonda, dunque, da Pesaro a Bari, prima di poter riprendere il largo il 27 settembre prossimo. Un lungo periodo di fermo che per Coldiretti Impresapesca potrebbe favorire “il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare”, oltre naturalmente,  al possibile aumento dei prezzi al dettaglio.

Ed allora se dei ristoratori non si può fare altro che fidarsi e che sapranno certamente proporre nel migliore dei modi le pietanze tipiche della cucina delle nostre terre, è sul banco delle pescherie che è possibile distinguere prodotti che l’organizzazione professionale definisce “di qualità”: basta leggere “l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta)”.

Il fermo pesca, come ben noto, dovrebbe servire a favorire la riproduzione delle specie ittiche del mare nostrum, ma anche su questo fronte non si smorzano le polemiche alimentate dalla stessa Coldiretti Impresapesca, per la quale “l’attuale format del fermo pesca, inaugurato esattamente 30 anni fa, ha ampiamente dimostrato di essere inadeguato, poiché non tiene conto del fatto che solo alcune specie ittiche si riproducono in questo periodo, mentre per la maggior parte delle altre si verifica in date differenti durante il resto dell’anno. Da qui la proposta di differenziare il blocco delle attività a seconda delle specie, mentre le imprese ittiche potrebbero scegliere ciascuna quando fermarsi in un periodo compreso tra il 1.mo luglio e il 30 ottobre”.

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