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Carenza idrica, Coldiretti lancia l’allarme siccità. A rischio le coltivazioni.

Parla non di carenza idrica, bensì di siccità il direttore di Coldiretti Chieti Gabriel Battistelli che denuncia come “siamo di fronte all’estate forse peggiore degli ultimi 15 anni e rischiamo danni seri alle colture se non avremo abbastanza acqua per irrigare. Il pericolo è che salti un’intera stagione produttiva nel momento più delicato”.

È un vero e proprio allarme quello lanciato da Battistelli a margine dell’incontro convocato dal commissario Sandro Annibali nella sede del Consorzio di Bonifica Sud per affrontare la carenza idrica a causa della rottura di un adduttore della diga di Chiauci, un guasto serissimo che mette a rischio la distribuzione dell’acqua potabile nei comuni della vallata del fiume Trigno.

“Dopo la salute pubblica – aggiunge il direttore di Coldiretti – il primo settore che dovrebbe essere tutelato nella distribuzione della risorsa idrica è l’agricoltura in quanto produttrice di cibo, senza acqua non c’è agricoltura, senza agricoltura non c’è cibo”.

Lamentando come la diga di Chiauci avrebbe dovuto risolvere in via definitiva i problemi di approvvigionamento idrico in tutto il vastese e non solo ed invece così non è stato, Battistelli richiama alla necessità di usare il buon senso nel consumo di acqua “magari razionalizzandone l’uso secondo necessità veramente primarie per un uso razionale di un bene prezioso che, nel periodo estivo, diventa fondamentale per chi vive di agricoltura”.

“Mai come quest’anno – conclude Battistelli – il caldo eccessivo e la mancanza di acqua potrebbero distruggere le produzioni agricole con un danno sia per gli agricoltori che per il consumatore finale. Oggi si pagano le conseguenze di una mancata gestione dell’acqua che come organizzazione abbiamo sempre rimarcato. Era un problema che andava gestito nel tempo e che oggi si manifesta in tutta la sua gravità. Si stanno verificando gli allarmi e le emergenze rappresentate nell’ultimo incontro con il prefetto sull’argomento, che rappresentano la risultante di una serie di azioni sbagliate e di un immobilismo dannoso per le imprese. E’ necessario pertanto lavorare per evitare che un allarme diventi catastrofe anche attraverso l’utilizzo dei pozzi di soccorso già in uso prima della realizzazione della diga. Ma è doverosa un’altra domanda. A che punto sono i lavori e i finanziamenti per la conclusione della Diga di Chiauci che doveva essere riconsegnata nel 2014?”

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