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Vastoduemilasedici chiude la porta in faccia alle primarie del centrodestra

Si attendevano delle risposte concrete dall’incontro tenuto ieri sera dai consiglieri comunali di opposizione che si identificano sotto la sigla di Vastoduemilasedici, e le risposte ci sono state. In un Politeama Ruzzi vuoto per metà (ma chi mastica di politica sa bene quanto sia difficile riempire una platea come quella del struttura nel centro di Vasto quando si è ben lontani da una campagna elettorale) Andrea Bischia, Davide D’Alessandro, Nicola Del Prete, Massimo Desiati, Stefano Suriani (Fo&Pa) ed Etelwardo Sigimondi non hanno deluso le attese a cominciare dagli attacchi, scontati, all’attuale Amministrazione.

Il titolo era ben altro, ovvero “Il futuro di Vasto – proposte per lo sviluppo” e nei caratteri generali sono stati delineati alcuni passaggi nodali di quello che potrebbe essere un futuro programma elettorale per il quale si scenderà nei dettagli evidentemente nei prossimi appuntamenti.

Alla presenza di alcuni amministratori locali, tra cui il sindaco di S. Vito, Rocco Catenaro, e quello di Cupello, Manuele Marcovecchio, e dei rappresentanti di Fo&Pa, la scuola di formazione da sempre considerata vicina all’ex sindaco Antonio Prospero, anch’egli presente in sala con i suoi fidatissimi Nicola Soria e Arnaldo Tascione, vediamo, innanzitutto, quali sono state la risposte ai due quesiti fondamentali maturati in questi giorni, ovvero se quello cui abbiamo assistito sia già la presentazione di una coalizione elettorale e se vi siano i margini di trattativa per raccogliere l’invito pronunciato dal vertice di Forza Italia di giovedì all’unità del centrodestra e al ricorso alle primarie.

“Abbiamo avviato un percorso che ci porterà a una Vasto migliore rispetto a quella attuale, disarmata e senza credibilità”, ha detto Andrea Bischia, il primo a prendere la parola nella serata moderata dal giornalista Giuseppe (Pino) Cavuoti. Parlando del sociale, della necessità di risolvere le questioni inerenti i disagi dei disabili, Bischia non ha eluso di puntare il dito contro quello che ha definito “un atteggiamento di apatia, di distacco e di disamore di chi amministra la città da 9 anni”.

Pungente l’intervento di Davide D’Alessandro che ha sottolineato come i presenti fossero uniti dall’”intimo convincimento di voler collocare a riposo chi ha determinato il disastro di questa città. C’è bisogno di una rivoluzione di idee e di progetti per una città che va rifondata”, ha detto senza mezzi termini prima di tornare su quelle questioni che lo hanno visto protagonista nel corso di questi 4 anni in cui “abbiamo fatto opposizione dura e pura”, ovvero che non si può scindere, nell’ambito di un discorso di sviluppo, il binomio cultura-turismo tuonando che “Vasto non si può permettere il telo blu sulle macerie del d’Avalos”; ed ancora riflettori puntati su una nuova regolamentazione per Centro europeo di Studi rossettiani, teatro Rossetti e Scuola civica musicale. D’Alessandro non ha sottaciuto neanche i costi della raccolta differenziata che richiedono una revisione dei rapporti con Pulchra e Civeta.

Sull’invito di Forza Italia il consigliere di opposizione è stato chiaro: “Gli altri si assentano, poi escono, rientrano strategicamente. Quando ho letto il comunicato sulle primarie ho riflettuto che sono uno strumento meraviglioso, me se dovessi farle adesso con Forza Italia mi sembrerebbe di farle con Lapenna”; ed ancora “se non è unita Forza Italia (il riferimento è al recente comunicato che porta la firma di un solo consigliere) in quello che deve fare come fanno a chiedere l’unione con gli altri?”. Il messaggio pare chiaro soprattutto dopo che D’Alessandro aggiunge: “esprimo solidarietà agli elettori di Forza Italia che in questi 4 anni non sono stati rappresentati. Noi stiamo insieme perché in questi 4 anni abbiamo lottato e combattuto insieme”.

Caustico anche Nicola Del Prete il quale ha iniziato il suo intervento parlando di “un aspetto che muove tutti noi, ovvero la necessità di fermare una deriva minimalista che sta colpendo la nostra città che è triste, vuota e pericolosa”. Nel suo excursus l’ex DC ha affrontano l’importanza del turismo come volano economico rivendicando alcune iniziative quali il mese del brodetto, la messa in piazza del Vasto film festival, il forum sul turismo. Un delicato passaggio quello dedicato alla voce sicurezza: “se andiamo a piedi da piazza Verdi a piazza Marconi vediamo capannelli di persone e nessuno parla italiano. Crediamo sia necessario un censimento dei locali sfitti e occupati in tutto il centro storico”, chiudendo, poi, con un’apertura “a chi vuole mandare a casa il duo Lapenna-Forte”.

È stato Massimo Desiati, quindi, a dirimere ogni perplessità circa le risposte attese, dopo aver portato un durissimo attacco all’Amministrazione. “C’è un comune denominatore che lega i vastesi – ha detto – nella forte richiesta che cambino le cose; il malcontento nei confronti di un’Amministrazione durata 9 anni e che non ha dato risposte”. Si è dilungato sul marketing territoriale e sul concetto di area vasta Desiati, richiamando la necessità per i sindaci del comprensorio di confrontarsi ed unirsi per tutelare le esigenze comuni a prescindere dal colore politico e, “invece a Vasto si rincorre il problema delle buche, dei lampioni e dei sensi unici come si amministra un condominio facendo mancare quel colpo d’ala indispensabile a raggiungere gli obiettivi”.

Poi, l’attacco per nulla velato a Forza Italia e a un certo modo di concepire le elezioni. “Qui c’è l’unico obiettivo di governare la città – ha tuonato – Noi facciamo opposizione da 4 anni. E’ un cartello elettorale? Non lo so, ma è un percorso che iniziamo. A chi per 4 anni non ha parlato ed ora, all’ultimo, pretende anche di dettare le regole diciamo che non è difficile fare somma aritmetica per battere chi oggi amministra. Il problema è chi è andato ad amministrare in questa maniera.” E se tutto ciò non bastasse qualche secondo più tardi dirà ancora “io non vorrei essere costretto a concedere cose che sono borderline per un accordo elettorale. I veti incrociati hanno fatto male a questa città sia sotto l’amministrazione Pietrocola che sotto quella attuale. Vogliamo amministrare con la faccia pulita e a testa alta”.

Insomma, Desiati ha scritto la parola fine alla questione primarie del centrodestra, nonostante che qualche minuto più tardi sia stato Stefano Suriani (Fo&Pa) a richiamarle nel suo breve intervento affermando che “vanno utilizzate se non ci sarà una quadra sul centravanti” aprendo, poi, “a chi si mostra assolutamente all’opposizione della maggioranza”. Parlando del fatto che Vasto ha subito un depauperamento delle attività ludiche (discoteche ed ora anche il multisala) per colpa anche di un “atteggiamento proibizionistico” da parte dell’Amministrazione, così ha chiuso il suo intervento: “dobbiamo tornare ad essere orgogliosi di essere vastesi”.

Se il candidato sindaco Desiati ha scritto al parola fine sull’ipotesi delle primarie, Etelwardo Sigismondi ne ha recitato il de profundis. “E’ iniziato un percorso – ha detto – ed abbiamo il tempo di costruire qualcosa di importante”. Per una decina di minuti il responsabile regionale di Fratelli d’Italia, partendo dal discorso tasse, ha “espresso solidarietà” alle famiglia con disabili, ai commercianti, ai turisti e a tutti i residenti del centro storico che ha definito “un villaggio fantasma nel quale fa paura anche fare una passeggiata di sera…e vi è una chiara responsabilità del duo Lapenna-Forte”. Duro l’affondo sul Piano di recupero del centro storico “servito soltanto a pagare una parcella da 100 mila euro”, prima di ipotizzare la realizzazione di un albergo diffuso e una maggiore attenzione per Palazzo d’Avalos e le terme romane.

Poi la risposta a FI: “dovrebbe essere chiaro a chi chiede unità che dobbiamo dire a Luciano Lapenna che ha fallito su Vasto, che stato un cattivo sindaco…non è possibile che il peggior sindaco d’Abruzzo sia stato eletto presidente dell’Anci regionale con l’apporto di alcuni amministratori di centrodestra. Noi non chiudiamo mai la porta a nessuno, ma se si vuole resuscitare i vecchi trucchi politici per tentare di giocare a risiko, io rispondo giocate da soli perché Vasto non ha tempo da perdere”.

Tirando le somme, dunque, pare evidente che Desiati, Bischia, Sigismondi, Del Prete, D’Alessandro e Fo&Pa abbiano dato vita a un cartello elettorale che vede nell’ex assessore regionale il proprio candidato sindaco, di fatto escludendo qualsiasi ipotesi di primarie e riducendo al lumicino le speranze di accordo con Forza Italia che potrà addivenire soltanto se i forzisti si allineeranno a quanto già costruito da Vastoduemilasedici e non viceversa.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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