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Strade comunali colabrodo, scende in campo Squadrone

Le strade sono piene di buche e il Comune non interviene per ripararle? C’è chi protesta e chi, invece, passa dalle parole ai fatti. É il caso dell’avvocato Corrado Squadrone, responsabile dell’associazione Ape per la difesa dei diritti calpestati che, dopo averlo annunciato sulla propria bacheca Facebook, si è procurato una sacchetta di catrame, si è munito di pala e ha sistemato una buca in via Cunicella, nella trafficatissima zona San’Onofrio, importante snodo viario per alcuni paesi dell’entroterra. Insomma, il legale si è messo efficacemente all’opera, dando uno smacco all’amministrazione comunale che, vuoi per mancanza di fondi, ma anche per l’assenza di un piano asfalti organico, non riesce a garantire la necessaria manutenzione delle arterie urbane “colabrodo”. «Dedicato a chi non trova la sacchetta di catrame», commenta tra l’ironico e l’amaro l’avvocato Squadrone, «con 200 dipendenti e dieci miliardi delle vecchie lire in cassa». Qualcuno seguirà l’esempio del professionista che da dieci anni si batte per i diritti calpestati? In Comune ci sperano anche se azioni come quelle inscenate da Squadrone sono soprattutto simboliche, perché finalizzate a rimarcare l’assenza degli enti responsabile della manutenzione viaria. Resta il fatto che sia le arterie urbane sia quelle periferiche sono piene di buche ed insidie, tali da mettere a dura prova gli ammortizzatori dei veicoli. A lamentarsene non sono solo cittadini, ciclisti ed automobilisti che percorrono le strade groviera, ma anche alcuni partiti del centrosinistra. É il caso del Psi che nella lista dei punti programmatici da portare a termine prima della fine del mandato amministrativo nel 2016, ha inserito anche la sistemazione della viabilità cittadina con i fondi (circa 900mila euro) incassati dalla vendita della farmacia comunale Histonium lungo la circonvallazione Istoniense. Il partito ha anche chiesto la sistemazione e la messa in sicurezza di alcune strade (Selvotta, San Lorenzo, via San Sisto). Con una regolare manutenzione delle arterie cittadine si limiterebbe anche la spesa per i risarcimenti dovuti ai sinistri riconducibili alle pessime condizioni delle bretelle comunali. Le richieste che approdano sulle scrivanie dei legali del Comune sono tantissime. Alcune vengono definite con un accordo bonario, altre finiscono davanti al giudice di pace o in Tribunale, a seconda degli importi. Non sarebbe meglio utilizzare quei soldi per sistemare le strade e metterle in sicurezza?

Anna Bontempo (il centro)

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