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Carlo e Nello Rosselli rivivono nel dramma “Madri e figli”

Meglio che siano morti per la libertà per la quale hanno sempre combattuto piuttosto che continuare a vivere rinnegando i loro ideali. Su questo tema portante si è aperto il dramma in due atti Madri e figli. Un ricordo di Amelia, Carlo e Nello Rosselli  realizzato e curato dal professor Gianni Rodini.

 

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La rappresentazione s’ inserisce nel progetto della consulta giovanile “Le anime della Resistenza”. Secondo le parole del presidente della consulta, Angelo Tricase,  in questi ultimi anni la Resistenza è stata troppo spesso pensata come un movimento unipartitico, mentre è stata una realtà composita alla quale hanno partecipato “numerosissime anime” . Da qui l’idea della consulta di promuovere il progetto “Le anime della Resistenza”, che si propone di raccontare tutti i vari movimenti che hanno partecipato al secondo Risorgimento d’Italia, in occasione del settantennale della liberazione dal nazifascismo. Ieri pomeriggio presso l’auditorium del Liceo artistico di Vasto il primo appuntamento  ha avuto come protagonista il movimento “Giustizia e libertà”. In Madri e figli. Un ricordo di Amelia Carlo e Nello  Rosselli, la genesi del movimento  è stata ricostruita dal punto di vista intimo- familiare e storico- politico. Attraverso le lettere tra Carlo e la madre Amelia lo spettatore è entrato nel focolare domestico dei Rosselli del quale è stata sottolineata la vocazione mazziniana, elemento che ha formato fin dalla fanciullezza le menti di Carlo e Nello, che sono state rese pensose dalla morte del fratello maggiore Aldo, caduto nei combattimenti della prima guerra mondiale. Questa calda prospettiva interiore si è unita a quella storica con una riproposizione del discorso di difesa pronunciato da Piero Calamandrei durante il processo per la morte dei fratelli Rosselli del 1945. Per mezzo delle parole di quest’altro grande protagonista della Resistenza, sono stati evocati i due caratteri di Carlo e Nello, che erano molto diversi,ma si completavano a vicenda: il primo pronto all’azione e con grande parlantina, il secondo più timido e dedito alla riflessione e agli studi. Se a prima vista solo Carlo sembrava svolgere un ruolo attivo nella Resistenza, in realtà anche Nello aveva una funzione di primo piano, un impegno costante per combattere il fascismo. Due fratelli, due modi differenti, ma altrettanto efficaci di resistere. La loro fedeltà all’ideale della giustizia e della libertà, è stata chiara fin dal primo foglio del loro impegno politico “Non mollare”, che deve a Nello l’idea dell’intitolazione. Ieri pomeriggio, il forte valore morale, civile e politico dell’azione dei Rosselli, la tenerezza e l’amore reciproco tra figli e madre, l’esempio d’integrità e forza di Amelia, è stato consegnato a tutti i presenti come un lascito prezioso, palpabile e vivo. La recitazione del dramma e le immagini proiettate, rispondenti le une alle altre, hanno regalato una commozione  tesa e vibrante. Carlo e Nello Rosselli sono vissuti una seconda volta. A completare l’essenziale ed efficace scenografia, la mostra documentaria sui quaderni di Giustizia e Libertà, Gobetti e Calamandrei, sempre a cura del professor Gianni Rodini,

Nausica Strever

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