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Approvata l’IMU sui terreni agricoli che scontenta opposizioni e organizzazioni professionali

Con l’approvazione definitiva del relativo Decreto entra in vigore l’IMU sui terrenti agricoli, una nuova imposta che fin dall’inizio del suo percorso impositivo ha destato più di qualche preoccupazione soprattutto nel mondo agricolo, visto che colpirà con forza i titolari di terreni sotto i 600 metri di altitudine.

Una scelta quella del Governo che è riuscita a scontentare tutti, avversari politici e organizzazioni professionali.

Per il centrodestra queste le parole di Fabrizio Di Stefano (FI) che ha definito l’IMU agricola “Una tassa ingiusta quella che si abbatte spesso contro aree territoriali dell’Italia e della nostra regione. Anziché aiutare il nostro territorio, si accresce la pressione fiscale, dimenticando che i veri custodi del nostro patrimonio agricolo sono proprio i proprietari dei fondi che assicurano ordine e cura. E proprio questi ultimi, invece che essere facilitati, in una prospettiva di responsabilità sussidiaria, vengono colpiti fiscalmente. Senza dimenticare poi il colpo assestato all’equilibrio dei bilanci dei nostri comuni che si sono visti tagliare, a bilancio concluso, consistenti risorse ed ora devono sperare in una riscossione assai improbabile”. “Una tassa sulla proprietà di migliaia di italiani – ha detto ancora il parlamentare forzista – che accresce il profilo iniquo delle politiche del governo Renzi”.

Per le Organizzazioni professionali ecco la voce della Copagri, attraverso le parole del vice presidente regionale Camillo D’Amico, il quale scrive “Nessuno credeva in un ravvedimento da parte del Governo sulle decisioni assunte a fine novembre 2014 sull’I.M.U. da pagare per i terreni agricoli nonostante una prima sentenza del TAR del Lazio avesse sospeso l’efficacia del provvedimento così come emesso in prima battuta e poi più volte rinviata la sentenza di merito adesso fissata al prossimo 17 giugno che è il giorno successivo alla scadenza prevista per la prima rata del corrente anno 2015.

Credevamo però che, di fronte a palesi incongruenze contenute nella norma più volte denunciate dalla Organizzazioni Professionale Agricole e da varie associazioni regionali dei Comuni, un minimo di maggiore chiarezza ed equilibrio applicativo dell’esoso ed ingiusto tributo ci fosse ma così non è stato.

Purtroppo restano in piedi tutte le contraddizioni di una norma vessatoria che ha danneggiato prima i comuni Italiani con l’indiscriminato taglio di 357.000.000 di €uro nei trasferimenti,per finanziare l’obolo di 80 €uro ai lavoratori dipendenti, poi un comparto produttivo già in enorme difficoltà per ragioni più svariate verso la quale, al di là delle belle parole, nei fatti non viene riconosciuto l’enorme ruolo sociale che riveste sia per la fornitura di cibi sani e di qualità quanto di salvaguardia e tutela dell’ambiente.

La legge adesso c’è e va rispettata ed applicata nella sua interezza. Non saremo Noi ad invitare alla “disubbidienza civile” anche se manteniamo un giudizio fortemente critico verso l’intero impianto dell’eosa ed ingiusta norma.
E’ vero che si può pagare ancora per il 2014 sino al prossimo 31 Marzo senza alcuna sanzione o interessi ma la legge n. 212 del 27/7/2000, che reca “Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente”, dispone che “…quando una norma riguardante una tassa e/o un tributo di natura incerta il contribuente non incorre in sanzioni e/o interessi di mora entro i sessanta giorni successivi alla certezza della stessa:”

Nel caso dell’I.M.U. sui terreni agricoli i presupposti ci sono tutti e per intero!!!
La Copagri ad ogni livello non abbasserà la guardia lavorando perche questa tassa venga soppressa e perché all’agricoltura sia riconosciuto in concreto l’enorme ruolo sociale che svolge”.

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