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Mario Negri Sud, da centro di ricerca d’eccellenza a caso giudiziario

Il 13 marzo scorso è stata scritta una delle più brutte pagine economiche della storia della regione Abruzzo con la chiusura del Mario Negri Sud di S. Maria Imbaro, un centro di ricerca all’avanguardia, fiore all’occhiello di tutta la regione. 100 i dipendenti rimandati a casa in poco più di un’ora, con oltretutto il peso delle 19 mensilità ancora da riscuotere e l’incertezza di riuscire ad ottenere anche il Tfr.

Dipendenti che hanno puntato il dito accusatorio contro il presidente Silvio Garattini, l’ex presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, l’ex governatore Gianni Chiodi, l’attuale Luciano D’Alfonso e finanche il Prefetto Fulvio Rocco De Marinis, tutti responsabili del disegno che ha portato alla trasformazione del centro in fondazione a vario titolo, ideatore, fiancheggiatori e noncuranti, processo che è servito a pagare i debiti del Mario Negri milanese.

Tant’è che sulla vicenda dopo quella avviata nell’ottobre scorso conseguentemente all’esposto dei sindacati Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl, la Procura di Lanciano ne ha aperto un’altra per fare chiarezza su un buco di ben 9 milioni di euro cercando di fare luce sui conti del centro ricerche e sulla trasformazione giuridica da consorzio a fondazione che, per legge, sarebbe dovuta avvenire solo una volta azzerati i debiti dell’ente.

Sulla ennesima triste e incomprensibile vicenda è intervenuto anche il presidente della commissione Vigilanza della Regione Abruzzo, Mauro Febbo che ha detto “Con profondo dolore abbiamo assistito alla chiusura del Mario Negri Sud sulle cui sorti noi siamo sempre stati chiari”.

“Quando eravamo al governo della Regione – aggiunge Febbo – siamo intervenuti con pesanti contributi per un totale 1 milione 650 mila euro; abbiamo dato commesse per importanti lavori (voglio ricordare le due Delibere di Giunta: la n.479 del 24 luglio 2012 478 e la n.1000 del 30 dicembre 2013). Tutti fanno finta di dimenticare che nel momento in cui venivano a galla i problemi, il Prof. Garattini, che io chiamo “il santone”, dichiarava alla stampa “o fate la fondazione o me ne vado” (articoli datati 24/02/2012)”.

“Noi con il 10 per cento in mano alla Regione – conclude l’esponente forzista – abbiamo resistito a questa ipotesi fino all’ultimo e mentre oggi il sottosegretario “tutto fare” Camillo D’Alessandro dichiara che è stato un errore, omette un particolare di non poco conto: c’era anche lui tra i firmatari della Legge per la partecipazione della Regione alla Fondazione. In campagna elettorale, ma anche prima, aveva annunciato a più riprese che il centrosinistra avrebbe risolto tutti i problemi del Mario Negri Sud: ebbene, lo hanno fatto chiudere”.

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