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A Scerni, testimonianze pittoriche e letterarie sulla donna

Lunedì 9 marzo alle ore 18.00 presso la Sala Convegni del comune di Scerni sarà presentato il libro “Io mi chiamo Beba” dell’autrice Palma Lavecchia e la mostra pittorica “Mi chiamo Rinata” dell’artista Francesca Colacioppo. Relatrice dell’incontro sarà la dottoressa Nina Ciccarone, docente presso la scuola secondaria di primo grado “Leonardo da Vinci” di Scerni. Protagonista delle opere, la donna violata e umiliata. “Mi chiamo Beba”, secondo libro di Palma Lavecchia, è ispirato a storie vere di violenza sulle donne, che sono state il principale punto di riferimento anche per la realizzazione della mostra pittorica di Francesca Colacioppo. La scrittrice e l’artista, infatti, hanno in comune la stessa origine lancianese e hanno preso a cuore il tema fondamentale della violenza sulle donne, guardandolo da due prospettive artistiche differenti. I due prodotti artistici meritano grande attenzione sia per il tema trattato sia per la veridicità delle testimonianze alle quali sono ispirati; qualche giorno fa dalle associazioni “I colori dell’iride” e “Rati”  è stata indetta una conferenza stampa a Lanciano proprio per far conoscere queste opere, ancor più degne di visibilità nel territorio d’origine delle autrici. L’associazione “Libera Espressione” che organizza l’evento a Scerni, ha avuto il merito di portare queste due opere all’attenzione della zona vastese. La presentazione prevede il coinvolgimento del pubblico, che sarà stimolato a riflettere su vari aspetti del tema tratti dal libro e dalle pitture.

Nausica Strever 

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