Cono a Mare, Masciulli respinge le critiche del Comitato degli acquirenti

sequestro cono a mareÈ ancora lunga la strada per la risoluzione della vicenda iniziata nel maggio 2012 con il sequestro preventivo del complesso residenziale Cono a Mare, a Vasto Marina. La contestazione dell’accusa è “l’aggiramento di vincoli normativi e la realizzazione di residenze private in assenza di un piano di assetto del territorio, benché l’amministrazione avesse rilasciato dei titoli abilitativi, ritenuti tuttavia illegittimi”. I reati contestati sono quindi quelli di lottizzazione abusiva e intervento edilizio illegittimo, “consistente nella costruzione di edifici multipiano in area non urbanizzata ed in assenza di un piano di lottizzazione”. In totale sono stati sequestrati 178 unita abitative e circa quattro ettari di terreno circostante. Per il processo si dovrà attendere la prossima udienza dell’11 giugno, per le parti in causa che hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, e il 16 luglio per gli altri imputati, intanto gli appartamenti sono ancora sotto sequestro, dopo che la Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame che a sua volta aveva annullato il sequestro.
In tutto ciò, naturalmente, tanti i disagi delle persone che hanno acquistato gli appartamenti, tra cui anche alcuni costituitisi parti civili al processo.
Ma non è solo una questione di natura giuridica; il Comitato degli acquirenti, formatosi dopo lo sviluppo giudiziale della vicenda, ha anche lamentato “l’indifferenza delle autorità comunali e della politica in genere”.
“A distanza di circa due anni dal sequestro che fece scalpore a Vasto Marina, – hanno rimarcato dal Comitato – cerchiamo di portare ancor di più alle cronache il disagio di tante famiglie che ad oggi, ed alla vigilia di un nuovo giudizio, sono costrette a vivere con grande sofferenza per quel che doveva essere la gioia di aver creduto in un territorio scelto non a caso, investendo i propri risparmi, caso mai come per molti, ricorrendo anche a finanziamenti, pur di realizzare un sogno infranto a scapito di chi ha acquistato in buona fede e con la certezza materiale derivante da tutte le autorizzazioni dell’ente comunale”.
E proprio l’ente comunale è finito sotto accusa: “In questi mesi, la cosa più triste che abbiamo dovuto constatare è stata la totale indifferenza delle autorità comunali e forse della politica in genere e degli stessi cittadini vastesi, mai nessun rappresentante, politico di Palazzo di Città o comune cittadino, si è mai posto nella condizione di ascoltarci o quanto meno di farci capire se fossero dispiaciuti di ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti”.
In tutto ciò, hanno ricordato dal Comitato, decine di operai di vasto mandati a casa con gravi disagi alle famiglie, diverse imprese di Vasto con crediti da riscuotere e quindi in difficoltà, cattiva pubblicità per il territorio di Vasto che, in presenza di eventi di tali portate, non spinge certo ad investire nel mattone specie in questo momento storico di grande contrazione del mercato immobiliare, rischio di una serie di azioni ad effetto ‘domino’ che, sulla scorta dell’esito della causa in corso, partendo dall’impresa costruttrice, si potrebbero quindi ripercuotere anche su tutta l’imprenditoria locale coinvolta nella realizzazione, ampliando i disagi di cui sopra, con rischi di possibili azioni di rivalsa anche nei confronti del Comune e quindi come al solito dei poveri contribuenti; noi, rei di aver solo acquistato un immobile con tutte le carte in regola, così come da valide certificazioni a nostre mani. A chi si è reso giustizia? A chi la si intende rendere? Come in diverse circostanze del nostro paese, forse dobbiamo solo credere in aiuto divino. La speranza è che questa nostra denuncia possa portare alla luce un problema che forse anche per ragioni politiche, si sta consumando nell’indifferenza”.
Alle rimostranze del Comitato degli acquirenti ha però risposto l’assessore all’Urbanistica Luigi Masciulli, che certamente non condivide le critiche espresse: “Premesso che i provvedimenti autorizzatori sono stati rilasciati dal Comune di Vasto nell’anno 2005, come fa il Comitato a lamentare il totale disinteresse dell’Amministrazione? Il Settore Urbanistica, nell’anno 2013, ha rilasciato a ciascun proprietario coinvolto che ne abbia fatto richiesta un’attestazione che chiarisce come la possibilità di intervento diretto era prevista dalla normativa tecnica del PRG allora vigente, trattandosi di zona residenziale turistico ricettiva di completamento (D7), che risultava parzialmente edificata nella planimetria del Piano Regolatore Generale. La località ‘Vasto Marina’, nel 2005, era dotata di opere di urbanizzazione primaria (strade, rete idrica e fognante, rete elettrica e del gas, pubblica illuminazione), cui il complesso residenziale si è collegato con le proprie infrastrutture, trattandosi di edificazione di tipo ‘diretto’ per la quale la normativa tecnica del PRG, allora vigente, non prevedeva l’approvazione preventiva del Piano di Lottizzazione. Dunque, – sottolinea l’assessore Masciulli – il Comitato sa bene che l’Amministrazione non è rimasta affatto indifferente alle problematiche degli acquirenti e delle imprese coinvolte nella vicenda Cono a Mare, ma, anzi, ha finora posto in essere tutto ciò che era nelle sue possibilità. Più che sostenere le loro ragioni attraverso la riaffermata legittimità dei titoli autorizzatori e l’erroneità della tesi della Procura di Vasto, che, al contrario, ritiene gli stessi illegittimi, allo stato l’Amministrazione altro non può fare. Il Comitato, inoltre, – conclude Masciulli – dovrebbe sapere che, dal mio insediamento (maggio 2013), a dispetto della lamentata totale indifferenza, ho affrontato in più di una occasione il problema con il dottor Michele Lapadula, Presidente della Cosvim Soc. Coop e che, in due diverse circostanze, ho incontrato sia alcuni acquirenti le abitazioni, sia il titolare di una impresa di Vasto che ha eseguito lavori nel complesso residenziale. Il Comitato, però, non può far finta di non sapere che il problema è alquanto complicato e che, allo stato, non è possibile intravvedere soluzione diversa da quella giudiziaria tuttora in corso”.

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