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Chiusura dell’esercizio finanziario alla Pilkington, segnali di ripresa

pilkington-conferenza stampa - 11Niente dati, naturalmente, durante la conferenza stampa di ieri alla NSG Pilkington in occasione della chiusura dell’anno finanziario 2013/2014, poiché essendo una società quotata in borsa, bisogna attendere la pubblicazione dei dati ufficiali a Tokyo, ma quello illustrato ieri dal presidente Marcovecchio è un bilancio prudentemente ottimista.
Bene il settore della sicurezza sul lavoro, nel quale – come ricordato dal dottor Marcovecchio – “positivi non sono solo gli indici di sicurezza, ma anche l’accresciuta sensibilità dei lavoratori sul tema”. I problemi più significativi, però, si registrano ancora al di fuori dello stabilimento, nel momento del viaggio, quando le attività di comunicazione, come parlare al cellulare, fanno registrare ancora incidenti; per arginare questo problema, però, sono stati introdotti corsi di guida sicura. Bene anche l’attività dell’infermeria con i suoi 3 medici a disposizione, che nell’ultimo anno hanno “prodotto” circa 11mila prescrizioni mediche; prescrizioni – è stato precisato – che nulla hanno a che vedere con eventuali infortuni, ma rappresentano una fiducia crescente dei dipendenti verso l’infermeria aziendale.
Per quanto riguarda i risultati economici, come detto, niente numeri, ma – ha sottolineato il presidente Marcovecchio – “sicuramente il sito di San Salvo ha migliorato la propria posizione economica e ha anche generato cassa”.
L’aspetto più complesso da gestire nell’ultimo anno finanziario è stato quello relativo alla sostituzione di alcune tipologie di prodotti: “Abbiamo aumentato le commesse sui temperati, a scapito dell’accoppiato (parabrezza e lunotto), rovesciando sostanzialmente il mix produttivo a cui eravamo abituati”. Sui temperati, quindi, ampia soddisfazione per l’aumento delle produzioni, dovute anche allo chiusura dello stabilimento in Svezia.
In questo discorso si è inserito anche l’aspetto dei contratti di solidarietà: come spiegato dal presidente Graziano Marcovecchio, è stato proprio quel meccanismo a permettere all’azienda di attendere serenamente gli input dell’azionista, mentre laddove non era previsto questo meccanismo, si è andati incontro anche alla chiusura, come nel caso dello stabilimento svedese, che ha dovuto mandare a casa o ricollocare i suoi 140 dipendenti. Oltre a ciò, i contratti di solidarietà “hanno permesso di ridurre al minino l’impatto sui salari”, mentre allo stesso tempo si è cercato di ottimizzare il taglio dei costi che ha inciso al 17% rispetto al lavoro indiretto e solo al 9 su quello diretto. Il taglio più pesante – ma riguarda la Pilkington Italia a livello nazionale – riguarda i dirigenti, con il 20%.
“Non è stato facile – ha ammesso il dottor Marcovecchio – dare risposte al mondo del lavoro in un anno così difficile, ma ci siamo riusciti, dando risposte anche alla stabilizzazione; dal 1° aprile dell’anno scorso ad oggi abbiamo stabilizzato 86 lavoratori. La buona notizia di oggi è che se indoviniamo l’incastro con le nuove commesse riusciremo a stabilizzarne altri 60”.
La sfida della competitività esterna e interna, però, è sempre aperta e non conosce sosta; paradossalmente la sfida più dura appare proprio quella interna alla multinazionale, con gli stabilimenti in Polonia, Germania e Spagna, in quanto all’estero possono contare su disponibilità energetica e regimi fiscali migliori: “Per quanto ci riguarda abbiamo fatto molto sul fronte energetico, ma abbiamo potuto agire solo sulla riduzione dei consumi e della spesa, mentre loro hanno tutt’altra disponibilità di risorse”.
Anche l’aspetto della fiscalità, d’altra parte, conta molto rispetto a competitività interna ed esterna: “Ci eravamo un po’ illusi sul calo dell’Irap e dobbiamo farcene una ragione, ma quella sulla tassazione è una partita importante. Occorre fare squadra sul territorio e la Regione Abruzzo, invece di finanziare indistintamente le più svariate iniziative, farebbe bene a premiare chi lavora e chi crea lavoro”.
Un’altra buona notizia, infine, quella di “aver convinto l’azionista a dare a San Salvo la sede relativa a progettazione e sviluppo di tutti i prodotti in produzione”, una scelta che per Marcovecchio porterà indiscutibili benefici all’azienda e, di riflesso, a tutto il territorio.

n.l.

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