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Parco eolico, nuovo incontro per il “no”

C’è una società di recente costituzione, Sviluppo Prime Srl, con un capitale sociale di 10mila euro, dietro il progetto per la realizzazione di undici torri eoliche, pari ad una potenza complessiva di 66 Mw, dislocate due a Tufillo, due a Palmoli, due a Fresagrandinaria, due a Furci e tre a Cupello. Mentre i sindaci dei cinque comuni interessati si mobilitano, cercando alleati anche nei centri vicini a cui chiedono di “sposare la causa”, non mancano altri spunti di riflessione.

Alcuni dei quali attengono alla società proponente che ha sede legale a Grottaglie, in provincia di Taranto. Questa Srl, costituita il 24 luglio 2023, ha presentato il 27 novembre 2023 al Ministero della transizione ecologica una istanza per l’avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale che porta la firma di Gaetano D’Oronzio, amministratore unico della società.

“Stiamo parlando di un progetto di 90 milioni di euro”, osserva Lino Giangiacomo, sindaco di Fresagrandinaria presente venerdì pomeriggio insieme ai colleghi Giuseppe Masciulli (Palmoli), Graziana Di Florio (Cupello), Ernano Marcovecchio (Tufillo) e Angelo Marchione (consigliere comunale di Furci), all’incontro nella sala Aldo Moro del comune di Vasto, dove sono state illustrate le ragioni del no. Che non vertono solo sull’aspetto paesaggistico – una delle poche risorse del medio vastese – ma anche su motivi di altra natura.

Il progetto è stato presentato da una Srl appena costituita”, osserva Giangiacomo, “ma si può dare una concessione ad una società appena nata con 10mila euro di capitali? Se domani fallisce il problema rimane ai comuni che hanno subito questa violenza. Credo inoltre che sia un progetto spropositato. Ogni torre produce 6 Mw sufficienti ad alimentare le famiglie di Vasto e di San Salvo. Quindi le altre dieci torri a cosa servono? Nessuno sottovaluta la transizione ecologica, ma tutto deve essere fatto con la collaborazione dei territori”.

Per le osservazioni c’è tempo fino al 24 febbraio.

Anche la Provincia, attraverso il presidente Francesco Menna, si è messa a disposizione dei comuni che in questa battaglia possono contare sull’appoggio di alcune associazioni, ad eccezione di Legambiente che tramite il suo ex presidente Giuseppe Di Marco, ha stigmatizzato la contrarietà agli impianti eolici a terra e off shore in occasione di un recente incontro pubblico. I sindaci sono agguerriti, convinti come sono che il progetto presentato dalla Sviluppo Prime srl vada “stroncato sul nascere”.

E non solo per motivi riconducibili all’aspetto paesaggistico. Sul piatto della bilancia anche la produzione di energia elettrica da fonti alternative.

Questa parte dell’Abruzzo ha già dato e non può essere sacrificata ulteriormente”, ribadiscono gli amministratori, “questo territorio oggi garantisce circa l’80 per cento dell’energia elettrica prodotta in tutta la regione”.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

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