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Tutela dei beni comuni e cultura: inizia il lavoro per 40 disoccupati

Cultura, tutela dei beni comuni ed ambiente, con particolare riguardo al decoro urbano. Sono i tre ambiti su cui vertono i cinque progetti utili alla collettività (Puc) destinati a 40  percettori del reddito di cittadinanza. E’ la famosa “fase due”, quella che segna, l’avvio di alcune attività previste nell’ambito dei Patti per il lavoro e per l’inclusione sociale a favore dei beneficiari della misura di contrasto alla povertà.

La tempistica e le attività da svolgere sono state illustrate in consiglio comunale dall’assessore al Welfare, Nicola Della Gatta che ha risposto ad una interrogazione di Dina Carinci (M5S). La piena applicazione del reddito di cittadinanza è da sempre una delle priorità del Movimento che, già durante il primo mandato amministrativo del sindaco Francesco Menna,  aveva sollecitato l’avvio dei progetti utili alla collettività, stigmatizzando i ritardi.

“A   partire   dallo   scorso   3   novembre,   in   quattro   successivi   incontri operativi condotti con gli uffici comunali, abbiamo definito cinque progetti che vertono su tre dei sei ambiti individuati dal Decreto Puc”, ha spiegato in aula Della Gatta, “ovvero l’ambito culturale (Polo Bibliotecario e Scuola Civica Musicale), l’ambito della Tutela   dei   Beni   Comuni  e   l’ambito ambientale, con particolare riguardo alle azioni di promozione del decoro urbano. I progetti strutturati da questo Comune avranno una durata di 12 mesi e verranno portati a termine compatibilmente sia con la sussistenza, da parte dei beneficiari, dei requisiti di percettori del reddito di cittadinanza, sia con le risorse assegnate. Entro la prima decade di gennaio 2022 porteremo in approvazione i Puc al fine di garantirne la piena operatività entro lo stesso mese”.

Oltre a precisare le modalità operative perseguite nell’individuazione e strutturazione dei progetti, il delegato alle politiche sociali, ha anche messo al corrente il consiglio comunale del lavoro programmatorio avviato con altre istituzioni, tra cui la Casa Lavoro di Vasto e le realtà del terzo settore “al fine di valutare la possibilità di un’azione sinergica rispetto alla realizzazione di ulteriori progetti, in considerazione che i cinque già definiti non sono esaustivi della platea dei percettori di reddito idonei.”

Insomma, se i tempi indicati dall’assessore Della Gatta verranno rispettati si entrerà nella “fase due” per il reddito di cittadinanza che, finora,  si è rivelato più una misura assistenzialista e non uno strumento di inclusione sociale.

“Soddisfatta della risposta, ma con riserva”. Così si è dichiarata la consigliera Carinci. “L’assessore mi ha dato l’impressione che si sta lavorando. E’ chiaro che mi aspetto a fine gennaio di vedere dei risultati”.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

 

 

 

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