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Spiaggiamento capodogli, Smargiassi difende il Museo della memoria a Punta Penna

“Non c’è niente da fare, il partito dell’eterno No a tutto esce di nuovo contro. Da sempre contro tutto, anche quando i temi dovrebbero essere vicini al loro sentire. Anche difronte ad un museo della memoria di una delle pagine più tristi della nostra città la posizione è ancora una volta NO” ad affermarlo è il consigliere regionale Pietro Smargiassi in merito al progetto del museo della memoria a Punta Penna, criticato a mezzo stampa da alcuni ambientalisti.
Chi mi segue, testimoni oltre 30 consiglieri regionali di ogni schieramento politico, sa che dall’anno successivo allo spiaggiamento dei capodogli a Punta Penna, ho depositato emendamenti per chiedere fondi al fine di realizzare un museo della memoria di quei tragici fatti. L’importo sempre variabile, in base al bilancio, ma il tema sempre lo stesso. Perché sono convinto che l’idea di spingere a un momento di riflessione chiunque si rechi in quella riserva, che vada per un bagno in una delle spiagge più belle d’Italia, sia obbligato a pensare prima di buttare a terra o tra i rovi la sua spazzatura: riflettere sui danni che l’uomo può arrecare a Madre natura prima di abbracciarla con tanta leggerezza. Ogni azione scellerata ha un prezzo da pagare. Il 12 settembre del 2014 la natura ha presentato il suo conto. Lo ha fatto sulla nostra spiaggia, la più amata. Ho sempre pensato che fosse un segno e non frutto del caso.
Per questo ho sempre voluto un museo, un luogo dove il pensiero sia stimolato e guidato su giusti comportamenti in un luogo sacro “non solo per gli ambientalisti vastesi” ma per tutti i cittadini di questo territorio e i tanti turisti che la visitano.
Un luogo dove foto, immagini video, suoni, articoli, servizi televisivi di quel giorno ci inducano a riflettere e ci aiutino a non dimenticare il pianto di quelle balenottere, la lenta e inesorabile fine di quegli animali, ma anche l’impegno profuso da tanti cittadini, il mobilitarsi di tutti con uno sforzo sovrumano che ne salvò alcune, premiando quella forma di amore che i vastesi seppero mostrare in quelle ore.
Oggi si discute del nulla, senza nemmeno conoscere l’intenzione. Se sarà buona o meno saranno i cittadini a valutarla, ma lanciarsi in critiche senza nemmeno una telefonata per capire meglio su cosa è stato richiesto mi infastidisce: la condanna ancor prima del reato, il fermo No che arriva a priori ancora una volta.
Io sono certo che, al contrario di qualche “luminare”, i tanti bambini che si recheranno a Punta Penna d’estate ed entreranno in quella struttura, (che non ha alcuna ambizione di diventare il “grande museo d’Italia della balena” ma un semplice luogo della memoria di ciò che si deve evitare per il futuro), scendendo in spiaggia avranno un atteggiamento più responsabile e certamente più maturo di chi oggi si pone contro.
Lo sconforto, oggi, è pari solo all’imbarazzo che si prova difronte alla solita triste sterile polemica. C’è una parte di città a cui non va mai bene nulla, non c’è niente da fare.
Qualcuno – conclude Smargiassi – dovrebbe scendere dal piedistallo e provare a confrontarsi, cosa mai avvenuta nei sette anni in cui svolgo il ruolo di consigliere regionale, e cogliere con entusiasmo questa occasione. Migliorarla, se necessario, ma non buttarla via per partito preso. In opposizione raccogliere il parere favorevole su un emendamento è difficilissimo e a volte, come in questo caso, comporta anni di lavoro. Io continuo, come sempre, a credere di far del bene per la mia terra senza secondi fini ne falsi interessi. A qualcuno dà fastidio ad altri fa piacere. Tengo stretti a me i secondi”.
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