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Trabocchi, il M5S: “No al caos ampliamenti”

“Seppur consapevoli della necessità di valorizzare i trabocchi, anche al fine di assicurare le migliori condizioni di fruizione da parte delle persone diversamente abili, sentiamo di dover rappresentare il timore che un eccessivo ampliamento possa svilire il loro valore culturale, storico e paesaggistico”.  Dina Carinci, consigliera comunale del M5S, manifesta più di una perplessità sulla riconversione delle antiche macchine da pesca in ristoranti, fino ad un massimo di 210 metri quadri, di cui 160 di piattaforma e 50 per bagni, ripostigli ed eventuale cucina, con una ricettività massima di 60 persone.

Sono questi i limiti fissati dalla legge regionale  n.7 del 10 giugno 2019,  il cui recepimento è stato inserito su proposta del centrodestra all’ordine del giorno del consiglio comunale in programma lunedì alle 8.30. Un approdo in aula “prematuro” per la pentastellata, la quale ricorda che la Commissione Assetto del territorio – che ha iniziato ad esaminare la questione – non ha ancora concluso i lavori.

“Cio nonostante l’opposizione di centrodestra ha chiesto l’inserimento di questo punto all’ordine del giorno del consiglio palesando, di fatto, l’intenzione di recepire tout court la legge”, commenta Dina Carinci, “esprimiamo la nostra ferma contrarietà nel metodo e nel merito della questione: l’iter procedurale intrapreso con la convocazione della Commissione, prevede che i lavori si concludano proprio in quella sede, prima che l’argomento sia sottoposto al dibattito nell’aula consiliare. Un confronto “ragionato” tra le varie forze politiche si può avere solo nella Commissione di riferimento che ha una funzione consultiva, preparatoria e redigente in grado di garantire che siano assunte decisioni perfettamente in linea con le caratteristiche e le esigenze primarie del nostro territorio. Si potrà arrivare ad una variante al piano demaniale comunale, ma non sarà necessario predisporre alcun regolamento. La legge regionale”, aggiunge, “ ha posto dei limiti massimi di ampliamento dei trabocchi e i comuni, come sottolineato anche dalla Corte Costituzionale, restano comunque liberi di decidere se avvalersi della facoltà di ampliamento del trabocco  ed entro il limite massimo consentito dalla stessa legge”, puntualizza, “il nostro timore è che un eccessivo ampliamento dei trabocchi possa svilirne il valore culturale, storico e paesaggistico”.

Netta contrarietà anche alla bozza di regolamento di gestione della Via Verde predisposto dalla Provincia.

“Il nostro auspicio è che il documento, di cui siamo venuti a conoscenza, resti solo una bozza e venga dimenticato in qualche cassetto di corso Marruccino. I suoi effetti e l’integrale recepimento della legge regionale potrebbero pregiudicare irrimediabilmente la nostra splendida costa”, conclude Carinci.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

 

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