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La Bacigalupo Vasto Marina senza un campo dove allenarsi, il Dg Travaglini fa appello al Sindaco Menna

La Bacigalupo Vasto Marina da una settimana a questa parte continua ad allenarsi in metà campo, escludendo il mercoledì dove, non avendo disponibilità di un campo, si “allena” tra ulivi e treni.

Il direttore generale Pino Travaglini, con veemenza e con alcune forti provocazioni, rilancia sul problema campi di gioco e di allenamento che la Bacigalupo Vasto Marina porta con sé da mesi.

La società di Angela Di Benedetto, in attesa dell’inizio dei lavori presso il campo in contrada San Tommaso a Vasto Marina, ha trovato in questi mesi, per la preparazione estiva e per le prime partite stagionali, la grande disponibilità dell’amministrazione comunale della vicina San Salvo e, in particolare, della società Sporting che gestisce la struttura del “Tomeo”- Stingi.

“Con l’inizio della stagione sportiva, – afferma Travaglini – capiamo che venga data la precedenza alle realtà di San Salvo per quanto concerne sia il “Tomeo” sia il “Bucci”. A questo punto i ragazzi e mister Cesario, che ringrazio per il loro sacrificio e disponibilità, devono lavorare a mezzo campo presso il “Tomeo”, piuttosto che al “Bucci” se non piove o addirittura in posti di fortuna come i terreni dietro la stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo dove si sono allenati nei giorni scorsi.”

“Tutto ciò è insostenibile, – tuona Travaglini – se viene fatto un discorso di priorità in base alla categoria, dopo la Vastese che milita in Serie D, ci siamo noi, realtà cittadina da 70 anni, con tutte le categorie giovanili tra le quali la Juniores d’élite e una prima squadra in Eccellenza composta in larga parte da ragazzi vastesi e del circondario che meritano di allenarsi e giocare a Vasto.”
Il dg si chiede poi, tramite i suoi legali, con quali criteri sia stata fatta una delibera di giunta che assegnava la gestione dello Stadio Aragona alla Vastese quando la richiesta da parte della Bacigalupo Vasto Marina era stata inoltrata due settimane prima dei biancorossi.
“Siamo pronti a delle decisioni forti, – continua  Travaglini – scartata l’ipotesi ritiro per evidenti motivi economici, potremmo essere costretti a dover rinunciare alle prestazioni dei nostri “big” ed andare incontro ad una retrocessione sicura con  la juniores”.
“Non vogliamo arrivare a ciò, chiediamo che le strutture pubbliche della città come il campo San Paolo siano a disposizione di tutte le squadre di Vasto, in relazione ai bisogni e alle  categorie dove militano. Nessuna società può comportarsi da padrona di un campo comunale, come sta facendo la Virtus, costringendo realtà come la nostra o come il Vasto United ad emigrare in altri  centri”.
Travaglini suggerisce per la Bacigalupo Vasto Marina, ad esempio, la disponibilità del campo San Paolo per un’ora e mezza al giorno in quattro pomeriggi della settimana, dal martedì al venerdì.
“Siamo una società con circa 300 tesserati, – conclude il dg biancazzurro – pronti ad occupare pacificamente il campo San Paolo nei prossimi giorni, se necessario, come ennesimo sprone all’amministrazione comunale di Vasto, che ho sentito vicina SOLO nella persona del sindaco
Francesco Menna, al quale faccio appello per trovare una soluzione consona a tutti”.
Ufficio stampa Bacigalupo Vasto Marina.

 

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