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Si è spento don Rosario D’Ambrosio, parroco di Celenza sul Trigno

Si è spento oggi al San Pio di Vasto dove era ricoverato da qualche settimana don Rosario D’Ambrosio, parroco di Celenza sul Trigno. Il ricordo dell’ex sindaco Rodrigo Cieri sul proprio sito “Dal campanile di celenza”.

Don Rosario D’Ambrosio, parroco di Celenza sul Trigno dal 20 ottobre 2018, è deceduto oggi pomeriggio presso l’O.C. di Vasto, ove era ricoverato da qualche settimana. Con profondo dolore la notizia è stata appresa dai celenzani.

Aveva precisato, nel corso di quella cerimonia di accoglienza festosa e commovente, dopo la presentazione da parte di Sua Eccellenza il vescovo di Trivento, mons. Claudio Palumbo, di essere stato invitato a trasferirsi a Celenza, di aver obbedito, e che si sarebbe mosso in sintonia con i fedeli celenzani ricordando che solo Cristo dà gioia e sicurezza, è Lui la nostra meta, a Lui bisogna tendere. Ha mantenuto fede a questo spirito nel breve periodo che il Signore gli ha concesso e conquistato la stima e l’affetto dei parrocchiani, con i quali amava intrattenersi, conversare e dare consigli con molto tatto.

Classe 1945, nativo di Pescopennataro (IS), ha fatto la prima esperienza di parroco a Castiglione Messer Marino per cinque anni. A Guardiabruna ha collaborato con don Vincenzo Amicarelli, parroco di Torrebruna e, alla morte di questi, trasferitosi alla casa canonica, ha guidato la parrocchia di Torrebruna-Guardiabruna fino al 2002. Ventotto anni in quella parrocchia. Nei sedici anni successivi ha avuto in carico la parrocchia di Rionero Sannitico. Celenza l’ultima meta, l’ultimo servizio. Celenza doveva essere una nuova sfida; sapeva bene che i parroci non sono titolari a vita di una parrocchia; la loro vita è una missione chiara, bella, molto impegnativa: la cura delle anime in qualsiasi paese.  Ha raccolto la sfida, è entrato in empatia con la nuova comunità, si è mosso in punta di piedi, umile e servo di Dio.

Lo ricordo attento e collaborativo come collega nella scuola quando insegnava religione, disponibile, semplice e buono; quel carattere molisano fatto di solarità e schiettezza, pronto all’amicizia.

 

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