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La tragedia di Ilaria, scatta l’ira dei pendolari

Saranno celebrati domani i funerali di Ilaria Mastroberardino, l’operaia di 30 anni morta all’alba di due giorni fa sulla statale Trignina. La salma della giovane mamma sarà riconsegnata alla famiglia oggi dopo l’autopsia che verrà eseguita dal medico legale Pietro Falco nell’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Attorno ai genitori di Ilaria, al marito Nicola Lapergola e al figlioletto si è stretta tutta la comunità.

“Ma neanche un oceano di persone”, ha detto il parroco del paese “potrà ridare alla famiglia il calore e il sorriso di Ilaria”.

Alle esequie funebri della donna parteciperanno anche molti colleghi di Ilaria e del marito, entrambi operai della Fca Fiat di Atessa e diversi rappresentanti sindacali. “Ilaria era una brava lavoratrice. Lascia un vuoto enorme”, dice il sindacato.

Intanto sono stabili le condizioni di uno dei feriti trasferito a Pescara a causa delle gravi ferite riportate nell’urto davanti alla stazione di servizio IlGirasole. Altre nove persone sono ricoverate a Vasto e a Termoli con prognosi che vanno dai 30 ai 10 giorni.

La tragedia riaccende i riflettori sulla Trignina. Massimiliano Barattucci di Palmoli, un pendolare che come tanti che ogni giorno percorre la Trignina per andare a lavoro, ha lanciato ieri l’ennesimo sos. “A cosa serve il sindacato?“, chiede Barattucci. “A tutelare i lavoratori. E la politica, a cosa serve la politica? A tutelare i cittadini. O almeno dovrebbe. Mercoledi la classe politica ha fallito di nuovo. Ha fallito nei confronti di tutti, e nei confronti di una giovane mamma. Quanto tempo ancora serve per trovare una soluzione?”, chiede il pendolare.

“Quante vittime ancora servono? Ditelo anche a noi, almeno abbiamo una data. Diteci su chi dobbiamo sperare. Se sulla fortuna o su un camionista non distratto. Fare qualcosa! Siamo papà, mamme e giovani che ogni santo giorno percorrono quella strada per andare a lavoro. Le promesse non bastano più. Vogliamo risposte concrete, azioni. Io oggi, al vostro posto, mi sentirei per l’ennesima volta in colpa”.

Anche Antonio Turdò, rappresentante dell’associazione Pro Trignina lancia un nuova proposta. “La Trignina”, scrive Turdò “ha bisogno del raddoppio delle corsie almeno per il tratto che da San Salvo arriva a Salcito, Quello che chiediamo è un intervento sistemico che renda la Trignina una strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni a raso, con accessi alle proprietà laterali contraddistinti da appositi segnali. La SS650 “ conclude Turdò “deve essere attrezzata con apposite aree di servizio, che comprendano spazi per la sosta, con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione”.

Paola Calvano (Il Centro)

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