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No del Comune in ritardo, l’antenna telefonica si farà

Il Tar di Pescara da il via libera alla installazione di una stazione radio base per telefonia cellulare sulla collina di Montevecchio, una delle zone più belle dal punto di vista paesaggistico, sul presupposto che il diniego al rilascio del permesso a costruire ha subito “un ingiustificato ritardo”.

Suona come un monito alle lungaggini dei procedimenti della pubblica amministrazione la sentenza con cui i giudici amministrativi pescaresi hanno accolto il ricorso della Vodafone e annullato il provvedimento con cui lo sportello unico per le attività produttive (Suap) ha comunicato alla società ricorrente il diniego al rilascio di permesso per la realizzazione dell’impianto.

La vicenda – che spinse operatori turistici e residenti a mobilitarsi con una raccolta di firme – ruota intorno alla richiesta inoltrata dalla ricorrente l’11 aprile 2014 ed in particolare sulla tempistica dei vari atti.

Secondo la tesi sostenuta dalla società di telefonia – e condivisa dai giudici amministrativi – allorché è stato adottato il provvedimento di diniego sulla istanza di autorizzazione si era già formato (il 9 luglio o, al più tardi, il 27 agosto 2014) il silenzio assenso.

Vengono contestati anche i motivi alla base del diniego. Il Comune, che nel giudizio è stato rappresentato dall’avvocato Alfonso Mercogliano, ha evidenziato con una memoria di costituzione che tra le compagnie telefoniche, il Ministero delle comunicazioni, Arta (Agenzia regionale per l’ambiente) e Comune esiste un protocollo d’intesa sottoscritto il 16 aprile 2006 che tra l’altro prevede l’installazione degli impianti di telefonia mobile “attraverso la pianificazione e l’ottimizzazione degli interventi previsti dai gestori di concerto con il Comune, anche attraverso l’individuazione e la messa a disposizione di aree ed immobili pubblici”.

In virtù di tale protocollo l’ente aveva proposto un sito diverso (il campo sportivo di Vasto Marina), che si trova a qualche centinaio di metri dalla località che è stata individuata nella istanza di autorizzazione dalla società di telefonia mobile. Tutto questo al fine di evitare che la stazione radio base oggetto della istanza venisse installata sulla collina di Montevecchio, che è una delle zone di maggior pregio paesaggistico della città ed anche di elevata pericolosità geologica.

Controproposta che la società di telefonia –rappresentata e difesa dall’avvocato Gianluca Perone – non ha accettato. Secondo i giudici amministrativi, che hanno accolto il ricorso della Vodafone, i tempi si sono allungati  ccessivamente ed ingiustificatamente, visto che il diniego è arrivato il 17 aprile 2015, cioè a distanza di un anno dalla presentazione della richiesta. I residenti di Montevecchio dovranno rassegnarsi a convivere con l’antenna?

Anna Bontempo

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