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Consorzio di Bonifica Sud, Copagri chiede ai vertici regionali di ridare dignità alla Consulta agricola

Si addensano nubi nere sul presente del Consorzio di Bonifica Sud all’indomani dell’insediamento del nuovo commissario. E sì, perché permane il mancato pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti, anche se, come denuncia Copagri Abruzzo, si parla di nuove e recenti assunzioni così come della nomina di tre consulenti esterni che dovrebbero operare a titolo gratuito.

La notizia che desta grandissima preoccupazione è, però, quella di un possibile aumento dei canoni consortili addirittura del 20-30 per cento.

Alla luce di queste considerazioni Copagri richiama il presidente della Reagione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e l’assessore regionale alle Politiche agricole, Dino Pepe, a ridare legittimazione alla Consulta agricola che rappresenta le utenze in seno al Consorzio.

“Premesso che, a mio sommesso avviso – scrive il presidente di Coapgri Abruzzo Camillo D’Amico – la nomina di un commissario dovrebbe rispondere a caratteri di urgenza e necessità, con obiettivi chiari oltre che per un periodo certo e limitato, quella corrente, appare di tutt’altra natura sia perché non è stata sinora rispettata la data d’indizione formale delle elezioni consortili, fissata al 13 novembre scorso dalla Determina Dirigenziale a favore del Geom. Giampiero Leombroni, che per un atteggiamento dello stesso che ha sistematicamente tenuto fuori da ogni decisione i rappresentanti della Consulta Agricola che sono lì legittimati perché espressione delle Organizzazioni Professionali Agricole.

I rappresentanti della Consulta Agricola hanno la titolarità e rappresentanza dell’utenza consorziata ed, il loro mancato coinvolgimento, sostanzia una mancanza di rispetto a quest’ultimi sui cui, volenti o nolenti, ricadono tutte le decisioni di qualsiasi natura si vanno a prendere.

Sia i rappresentanti della Consulta Agricola che le loro Organizzazioni Sindacali di riferimento sono di fatto esautorati da qualsiasi coinvolgimento attivo anche alla luce di notizie piuttosto preoccupanti espresse formalmente anche in una relazione redatta dal commissario e, per mera conoscenza, rimessa senza che poi ci sia mai stata occasione di approfondimento e discussione sul merito”.

Ed allora in una missiva indirizzata ai due rappresentanti regionali Copagri chiede “un’urgente riunione di scopo da tenere a livello regionale, con la presenza anche dei componenti la Consulta Agricola, alfine di conoscere in dettaglio non solo le situazioni qui rappresentate ma anche altre, volutamente sottaciute, oltre a capire e comprendere programmi e sviluppi futuri della diga di Chiauci la cui mancata pianificazione nell’accumulo dell’acqua tanti problemi ha generato nell’estate del 2015”.

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