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Cupello: la Rockhopper estrae gas da settimane e nessuno ne parla

E’ iniziata nel silenzio generale e della politica in primis l’attività estrattiva di gas da parte della Rockhopper Exploration (la stessa della pratica Ombrina Mare) a Cupello. Dall’ex Civita 1 ora S. Liberata 1 si estraggono 12.500 metri cubi al giorno di gas e nelle previsioni della compagnia a pieno regime, previsto entro la fine del mese, la produzione salirà a 25.000 metri cubi al giorno (160 barili di petrolio equivalente) come ha annunciato lo chief executive Sam Moody agli investitori del progetto il 16 novembre scorso.

Le attività on-shore nel territorio cupellese, come ben evidente dalla cartina nell’immagine, rientrano nella concessione denominata “Aglavizza” e contempla 7,2 chilometri quadrati di territorio che lambisce gli abitati di Cupello e Monteodorisio. La stessa concessione è contemplata nel permesso Civita che ha un’estensione areale di oltre 276 chilometri quadrati tra la provincia teatina e quella di Campobasso.

La concessione ha avuto il sostegno dell’allora sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, che non ha mai nascosto la sua posizione in merito agli idrocarburi fossili ed al ruolo che ha avuto lo sfruttamento del metano per lo sviluppo del territorio, e che il 23 giungo 2011 aveva trasmesso parere favorevole al MISE sul progetto allora della Medoilgas (rappresentata in loco dal legale vastese Arnaldo Tascione), parere espresso dopo quello nella stessa direzione della Soprintendenza ai Beni paesaggistici con una nota a firma di Carlo Alberto Natalizia nello stesso anno. Anche la Regione Abruzzo, guidata da Giovanni Chiodi, il 24 ottobre 2011 esprimeva parere positivo nella delibera di Giunta 703.

Dunque, a Franco Terlizzese (direttore generale per le risorse minerarie ed energetiche del Dipartimento per l’energia del ministero per lo Sviluppo economico) non restava che apporre la propria firma in calce al titolo concessorio il 17 dicembre 2012, titolo che mantiene la sua efficacia per ben 20 anni, ovvero fino al 2032.

Il 20 ottobre del 2014 la Medoilgas ha cambiato la ragione sociale in Rockhopper che ha ottenuto il cambio di denominazione dei permessi e delle concessioni con decretazione dello stesso Terlizzese il 23 febbraio del 2015. In tutto l’iter fino ad oggi il procedimento Civita, in cui la concessione Aglavizza ricade, ha subito quattro sospensioni del decorso temporale di cui l’ultimo il 3 luglio del 2015.

Questo, però, non ha impedito a Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice negli States e da sempre paladina nella lotta alla deriva verso lo sfruttamento degli idrocarburi fossili di sollevare alcune questioni.

“Tutti i siti petroliferi del mondo – dice infatti -hanno parlato dell’avvio delle operazioni estrattive di Aglavizza da almeno tre settimane. Come mai i politici d’Abruzzo non ne sapevano niente? Dove sono stati gli uffici regionali ad informare la popolazione? O a chiedere delucidazioni al ministero? Dal giorno in cui si è insediato, cosa ha fatto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso per fermare le trivelle in Abruzzo?”

Non solo, perché secondo la D’Orsogna vi sarebbe una questione anche procedurale derivante dal comma b dell’articolo 6 del titolo concessorio secondo il quale la Medoilgas era tenuta a “iniziare i lavori entro sei mesi dalla data di emanazione del presente decreto e ad iniziare la produzione entro diciotto mesi dalla stessa data”, questione sollevata anche attraverso una interrogazione parlamentare targata Movimento 5 Stelle, perché, dunque, “secondo i parametri imposti dal Ministero stesso, Aglavizza sarebbe dovuta decadere un anno e mezzo fa, visto che i lavori non sono partiti né nel 2013 né nel 2014”.

Su una cosa, però, bisogna riflettere: innanzitutto sul silenzio dell’operazione nei confronti dei cittadini non solo di Cupello ma anche della vicina Monteodorisio che non hanno contezza di cosa stia accadendo e di quale ricaduta potrà avere sul territorio; in secundis sul fatto che, pur nella differenza sostanziale tra le due vicende (Ombrina e Aglavizza), bisognerebbe avere una linea coerente soprattutto a livello politico su come intendere le politiche energetiche nel futuro prossimo in tutto il territorio vastese nella consapevolezza che non si può dire sempre e comunque no a tutto.

Luigi Spadaccini

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