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I presidenti dei Consigli comunali abruzzesi rivendicano autonomia, dignità e credibilità

Autonomia, recupero del ruolo e della dignità degli amministratori locali, governabilità e conseguente revisione della Legge elettorale, alleggerimento del Patto di stabilità, revisione della distribuzione delle risorse oggi troppo sbilanciata in favore dei comuni più grandi: sono queste le rivendicazioni emerse dalla due giorni di confronto tra i presidenti dei Consigli comunali dei comuni abruzzesi riunitisi per la prima volta e proprio a Vasto.

Un evento importante promosso dal presidente dell’Assise civica vastese, Giuseppe Forte, con il sostegno di ANCI Abruzzo, che ha saputo richiamare figure istituzionali provenienti anche da lontano (vedasi Teramo, Avezzano, Celano) e che si è chiuso ieri sera, nella prestigiosa Sala Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, con un conferenza su “Il ruolo e le competenze dei Consigli comunali e il rapporto con la Città”.

E’ stato proprio il presidente Forte ad introdurre il dibattito ricordando come è stato cambiato il ruolo dei Consigli comunali dopo l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 267 del 2000. Rivendicando il fatto che il sindaco, con la Giunta, governa la città, ma gli indirizzi vengono dal Consiglio comunale che mantiene un ruolo fondamentale nell’approvazione di provvedimenti quali il Bilancio e il Piano regolatore generale, “ma con la riduzione dei numeri apportata risulta sempre più difficile andare avanti”.

Il presidente dell’Assise vastese non si è lasciata scappare l’occasione di denunciare come la legge consenta ai Consigli comunali di avere un’autonomia di risorse e di personale che di fatto resta sulla carta per le difficoltà economiche degli enti e come la ripartizione delle risorse da parte dello Stato consenta ai comuni più grandi (“spesso quelli finiti nell’occhio del ciclone”, ha detto) di godere di benefici (quali l’ufficio di Presidenza del Consiglio e dotazioni economiche ad hoc) precluse alla maggioranza dei comuni, il tutto nonostante che gli stessi Comuni pesino sul debito pubblico per una quota inferiore all’1 per cento. Rilevando come gran parte degli atti amministrativi rilasciati su richiesta “finiscono spesso sui tavoli della Procura” per attaccare la controparte politica, Forte ha proposto all’assemblea di approvare e controfirmare un documento unitario col quale rivendicare l’importanza del ruolo del presidente del Consiglio comunale e di consigliere e rivendicare la dignità di essere amministratori locali, documento che dovrebbe essere portato all’attenzione dell’assemblea nazionale ANCI in programma a Torino a fine mese.

“I Comuni vivono un momento delicatissimo della vita nazionale, a cominciare da Vasto, e solo adesso si inizia a respirare un’aria differente – ha detto il sindaco istoniense Luciano Lapenna – dal 2007 al 2012 faticavamo a pagare gli stipendi ai dipendenti tant’è che siamo spesso stati gli esattori dello Stato”. Al centro del suo intervento i correttivi necessari al Patto di stabilità, una delle battaglie portate avanti dall’ANCI, e se verrà modificato come sembra “finalmente potremo spendere quelle cifre che eventualmente avremo disponibili”; poi, il capitolo IMU-Tasi in via di abolizione “sul quale vogliamo tempi certi. Se l’assegno ce lo devono dare io voglio sapere quando ce lo danno anche perché con questa soluzione otterremmo subito il cento per cento delle somme preventivate”; per quella sui terreni agricoli, che rappresenterebbe un vero buco nel bilancio degli enti comunali, Lapenna ha salutato con soddisfazione una paventata mancata reintroduzione. Dito puntato anche contro le corsie preferenziali riservate ai grandi comuni, prassi sulle quali annuncia ancora battaglia in sede Anci e sulla necessità di creare associazioni di servizi e funzioni per i piccoli comuni “che vivono situazioni drammatiche”. No secco a nuove politiche di spending review da parte degli enti locali che hanno già fatto il loro versando nelle casse dello Stato 17, 8 miliardi di euro.

Tutte riflessioni raccolte dal coordinatore nazionale della Conferenza dei Consigli comunali, Simone Guglielmo, che le riporterà in quel di Torino a fine mese. Intanto ieri, ha parlato della necessità di mantenere quella credibilità che “qualcuno sta provando a toglierci in questi anni”. “Bisogna ridare credibilità e dignità agli organi sottogovernativi e alle assemblee elettive – ha aggiunto – di fronte a un sistema nazionale che ha ingessato le Amministrazioni e le possibilità di azione”.

Dopo gli interventi del sindaco di Fresagrandinaria Giovanni Di Stefano, dei presidenti dei Consigli comunali di Scanno (Antonio Giovanni Silla), San Salvo (Eugenio Spadano), Avezzano (Domenico Di Berardino), Cupello (la giovanissima Valentina Fitti), Montesilvano (Umberto Di Pasquale) e S. Giovanni Teatino (Nicola Tumini), l’ex parlamentare sansalvese Arnaldo Mariotti ha invitato i presenti a non sentirsi “a disagio a ritenervi politici. Dobbiamo essere orgogliosi di esserlo”, prima di ribadire la necessità di autonomia dei Consigli comunali rispetto agli esecutivi.

Il presidente della V commissione regionale, Mario Olivieri, ha accentato l’opportunità di modificare la legge elettorale per garantire governabilità e l’attuazione dei programmi oltre a quella della formazione della classe politica. Un principio sul quale aveva puntato anche Eugenio Spadano che aveva sottolineato anche la necessità di “tutelare i consiglieri comunali, la cui responsabilità è un po’ troppo nel mare aperto”, ed aveva acceso i riflettori sull’imminente cancellazione della figura del segretario comunale, “che sarà un vulnus molto problematico per la tutela dei consiglieri”.

Le conclusioni sono state affidate al presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, prima della sottoscrizione del documento unitario dell’assemblea.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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