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Vasto, il condono arriva dopo 30 anni

Trasforma alcuni locali artigianali in civile abitazione, cambiando la destinazione urbanistica, ma la concessione edilizia in sanatoria arriva trent’anni dopo la presentazione della richiesta in Comune. Ha ottenuto il condono edilizio dopo il pagamento degli oneri concessori pari a 3.150 euro una società immobiliare di Vasto che, per sanare gli abusi commessi negli anni ’80, aveva depositato la domanda di sanatoria nel 1985.

Per definire la pratica, una delle tante accatastate sulla scrivania dei tecnici della sezione urbanistica comunale, ci sono voluti ben sei lustri. Nel caso specifico la società costruttrice aveva modificato la destinazione d’uso prevista dal piano regolatore generale (da artigianale a civile abitazione), a due piani terra e a due primi piani di un fabbricato ultimato nel 1983. Grazie ad un provvidenziale condono l’impresa vastese ha potuto sanare le irregolarità dietro il pagamento degli oneri concessori. Non è che uno dei tanti piccoli e grandi abusi edilizi commessi in città negli anni 1983, 1993 e 2003: garage e cantine realizzati senza il relativo permesso a costruire, stanze in più ricavate con la chiusura di verande, aumenti di volumetrie non autorizzati.

Per la definizione dei condoni edilizi, un centinaio di pratiche, è stata attivata negli anni passati una sorta di task force interna: i tecnici incaricati hanno rispolverato i fascicoli e avviato una istruttoria culminata con l’inoltro di una raffica di diffide con cui venivano concessi sessanta giorni di tempo per concludere l’iter. Nonostante i termini perentori dell’ufficio urbanistico e la minaccia di demolizione delle opere abusive realizzate,  nel 2011 risultava inadempiente il 50% dei destinatari, la metà di quelli che si sarebbero dovuti mettere in regola.

Alcune vecchie pratiche si sono definite proprio in questi giorni con il rilascio dei permessi in sanatoria da parte del dirigente della sezione urbanistica comunale, l’architetto Pasquale D’Ermilio.

“Quello dei condoni edilizi che vengono definiti dopo tanto tempo è un problema di tutte le amministrazioni comunali d’Italia e non è imputabile solo ai ritardi e alle inadempienze degli uffici tecnici”, alcuni professionisti vastesi che una volta tanto spezzano una lancia in favore dei tecnici dell’ente, “spesso la colpa è dei costruttori o dei cittadini che, per non pagare gli oneri concessori, non vanno a ritirare la concessione edilizia in sanatoria lasciando le pratiche in sospeso. In alcuni casi i richiedenti hanno omesso di fornire i documenti integrativi richiesti dagli uffici, circostanza che ha impedito di concludere la procedura”.

Anna Bontempo (fonte il centro)

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