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Sul futuro dell’ospedale di Gissi è frattura tra la Amato e la Zappalorto

Solo venerdì scorso l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria Silvio Paolucci aveva svelato, dinanzi a una platea pubblica nella quale spiccavano le presenze del sindaco di Vasto nonché presidente del Comitato dei sindaci della Asl Luciano Lapenna, il dott. Alfonso Candeloro, responsabile del nosocomio gissano, e Pasquale Flacco, manager della Asl, il piano di sviluppo futuro dell’ospedale di Gissi.

Esso prevede, in dettaglio, l’attivazione di 8 posti letto per malati terminali, 20 per la Residenza Sanitaria Assistenziale e altri 40 per due moduli residenziali per disabili adulti (R.A.D.A.). Insomma per quella struttura fortemente voluta dall’on. Remo Gaspari si prospetta una riconversione in Hospice.

Una scelta, però, che ha trovato fin da subito le critiche dell’on. Maria Amato, che intende l’Hospice come “un luogo per morire dignitosamente”. E già da queste considerazioni il parlamentare vastese da forma alle sue critiche perché in quanto tale una struttura del genere “ha delle caratteristiche particolari: deve essere poco medicalizzato e fortemente umanizzato, i colori alle pareti, la struttura esterna, la cura e la presenza del verde rappresentano elementi edilizi che sono nel contempo elementi di conforto e di cura. Deve prevedere un luogo per la spiritualità, e un luogo per ritrovarsi con gli altri, stanze ma anche piccoli “appartamenti”, una cucina attrezzata…” insomma prerogative che secondo la Amato una struttura nata come ospedale può assumere solo “con difficoltà e mettendoci un bel po’ di fondi”.

Inoltre la Amato punta il dito sul fatto che “un luogo per morire non si fa mai nello stesso posto del luogo per vivere gli anni che restano ad un anziano. Si dà un messaggio immediato di vecchiaia come anticamera della morte che e’ privo di sensibilità e poco attento ai delicati meccanismi della mente che accompagnano l’invecchiamento. Un luogo per morire non si fa in una struttura dove la disabilità grave non dovrebbe togliere il diritto alla gioia e non perché l’hospice sia un luogo di depressione, ma e’ innegabile che sia un concentrato di accoglienza del dolore”.

Il parlamentare dem lascia trasparire anche cose dovrebbe rappresentare quella struttura nell’ambito di un avvicinamento del sistema sanitario alle aree interne, ovvero “un sistema specialistico ambulatoriale attrezzato ed efficiente; un servizio di soccorso e di trasporto di livello elevato; dei posti letto per la sub acuzie della cronicità; aree dove poter fare la riabilitazione motoria neurologica e respiratoria senza dover viaggiare, una diagnostica di buon livello fatta di strumenti e di professionisti: perché tutto quello che e’ stato elencato lo fanno medici e personate sanitario”.

Perplessità che hanno suscitato lo stupore del segretario provinciale del Partito Democratico, Chiara Zappalorto, e del coordinatore territoriale del Vastese Gennaro Luciano.

“Vogliamo da subito ricordare all’ Onorevole, la quale fa considerazioni tecnico – sanitarie che un Assessore Regionale in quanto tale elabora indirizzo politico e non stabilisce compatibilità tecniche, cosa che compete al direttore del distretto (medico/sanitario); al direttore generale (medico/sanitario) ed al direttore generale della Regione (medico/sanitario); e tutte queste figure, tutti medici tra l’altro, all’indirizzo hanno risposto di voler utilizzare la struttura avendo quindi ritenuto che la stessa presenta i requisiti, nel dettaglio unità operative diverse possono essere poste nella stessa struttura. Invitiamo a riguardo l’Onorevole a sentire nel merito il direttore dell’hospice di Lanciano”: queste le parole dei due dirigenti locali del pd che entrano, poi, in diretta polemica quando affermano “Il Partito Democratico e’ grato all’ass. Paolucci, del suo operato, un operato con il quale si stanno portando non solo servizi, ma servizi di qualità vicini ai cittadini, per avere alla festa di Gissi rendicontato alla cittadinanza di quanto la Regione sta facendo e soprattutto del futuro del locale nosocomio.

Avremmo auspicato che l’On. del territorio avesse apprezzato l’operato dell’assessore che ha permesso la rivitalizzazione dell’ex-ospedale di Gissi”. E non solo, perché, poi, aggiungono: “Apprezziamo l’interessamento della parlamentare alla questione inerente il comfort ambientale della struttura cosa della quale la stessa sarà dotata; non è opportuna invece una critica a prescindere che non fa bene al territorio”.

Dunque, ancora una volta è la sanità nel vastese a creare frizioni nel centrosinistra, dopo quelle già innescate da Abruzzo Civico sull’ospedale di Atessa, ecco la spaccatura nel Pd in merito all’ospedale gissano.

  • incontro_ospedale Gissi_01
  • incontro_ospedale Gissi_02
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