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Caso Civeta, Per il Cambiamento Cupello chiede la solerte nomina di un commissario

A distanza di mesi da quando ha iniziato a profilarsi l’ipotesi del commissariamento per il Civeta (Consorzio intercomunale del vastese per l’ecologia e la tutela ambientale), la Regione non ha ancora preso alcuna decisione ed allora il capogruppo di “Per il Cambiamento” nel Consiglio comunale di Cupello ha preso carta e penna ed ha scritto nuovamente (si tratta della terza missiva, le prime due senza risposta) al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e all’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca.

“Con forza – ha scritto Camillo D’Amico riferendosi alla eventuale scelta del commissario – riaffermo che non è proprio il caso di puntare su nomi politicamente impresentabili o, peggio ancora, trombati elettoralmente oppure che abbiano avuto problemi con la magistratura perché, come ben sapete e conoscete, la delicatezza del comparto rifiuti richiede una certa “illibatezza” che faccia il paio con capacità e conoscenza del settore.
Chi si troverà nominato dovrà avere, a mio sommesso avviso, questi requisiti per risultare autorevole e credibile”.

Per il Cambiamento chiede di procedere “con solerzia e determinazione in considerazione del tempo limitato di autonomia gestionale e temporale che resta ancora in capo all’impianto del CIVETA.
Ogni ulteriore ritardo nella nomina di questa figura monocratica avvicina il pericolo che il vastese possa nuovamente trovarsi in emergenza rifiuti come accadde qualche anno fa ed è una cosa da evitare in ogni modo producendo uno sforzo decisionale che sinora non c’è stato”.

“La naturale mission del CIVETA – aggiunge D’Amico, chiedendo la nomina di un rappresentante del vastese – non va solo mantenuta ma assolutamente potenziata nell’ottica di dare un futuro concreto ed importante nell’abito della costituzione dell’AGIR (Agenzia Regionale dei Rifiuti) anche perché, la vicinissima area dell’abbandonata area industriale della Valsinello di Gissi, può rappresentare un ottimo presupposto d’iniziative imprenditoriali in loco atte a favorire la trasformazione di qualche parte di rifiuto riciclato conferito come carta, plastica, vetro etc.; in quest’ambito la politica regionale può fare tanto, molto così rafforzando i NO decisi espressi dal territorio verso qualsiasi ipotesi d’impianti di termovalorizzazione e/o rifiuti pericolosi”.

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