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Piattaforme e ambiente, dov’è il problema? Nuova decisa presa di posizione di Confindustria CH-PE

Proprio mentre fervono i preparativi per l’organizzazione di una nuova grande manifestazione contro le installazioni petrolifere nell’Adriatico, in particolare Ombrina Mare ed Elsa 2, in programma il 23 maggio a Lanciano, ecco la nuova decisa presa di posizione di Confindustria Chieti Pescara a favore dello sfruttamento delle riserve di idrocarburi fossili.

Il sodalizio degli industriali è stato tradizionalmente favorevole a tali scelte, anche dopo la manifestazione con 40 mila partecipanti tenuta a Pescara nell’aprile 2013, ritenendola una opportunità anche occupazionale.

Stavolta Confindustria pone l’accento sulla compatibilità tra attività estrattive e ambiente alla luce di alcune vicende. Infatti, ricorda come “pochi giorni fa è stata sanzionata la pesca di frodo di pregiatissimo tonno rosso effettuata a meno di 500 metri dalla piattaforma ENI al largo di Giulianova, dimostrando di fatto due importantissime verità: che le acque in prossimità degli impianti offshore sono assolutamente pulite e protette tanto da essere luogo di riproduzione e riserva di specie pregiate; l’altra verità è che i controlli sono puntuali, efficienti ed in grado di garantire la sicurezza attiva e passiva al massimo livello.

Ancora prima lo spiaggiamento in settembre dei capodogli a Vasto, attribuito subito dai soliti esperti alle attività estrattive, è stato dimostrato essere provocato da cause ben diverse e più naturali”.

Ed allora gli industriali partono al contrattacco lanciando sassate a destra e a manca contro gli operatori turistici, i cittadini, chi gestisce depuratori e letti fluviali…riportando come sia “di ieri la notizia della revoca della bandiera blu ad altri due comuni abruzzesi per inquinamento da carenza di depurazione, mentre la bandiera stessa è stata confermata a comuni di fronte ai quali sono poste piattaforme in attività (Pineto, Vasto); inoltre per la prossima estate i divieti di balneazione riguarderanno oltre 50 diversi punti in gran parte prossimi alle foci dei fiumi”.

Poi, il momento dell’affondo deciso: “allora, dov’è il problema? Sono un problema le attività offshore o piuttosto l’inefficienza degli impianti depurativi, gli scarsi controlli degli scarichi civili ed agricoli, l’inciviltà di chi abusivamente riversa nelle acque ogni genere di inquinante?

Il turismo e l’ambiente non si difendono manifestando contro il petrolio, ma attuando giornalmente politiche di sostegno, promozione, investimenti a favore dell’offerta di qualità. Da anni si attende la pista ciclabile sulla Via Verde e anche questa estate non sarà disponibile. La qualità delle acque e dei servizi scende a precipizio, le politiche di marketing e gli investimenti regionali sono assenti”.

Infine, non poteva mancare la stoccata proprio all’evento del 23 maggio. “Invitiamo amministratori, organizzazioni, cittadini – dice ancora Confindustria Chieti Pescara – a spendere il proprio impegno per la soluzione di questi che sono i veri problemi del nostro ambiente e della salute, contro i quali si deve agire con fatti concreti e non con il populismo degli slogan di piazza”.

L. S.

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