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Strade impercorribili, monta la protesta nell’entroterra vastese

E’ un entroterra profondamente ferito e che si sente abbandonato quello che ha deciso di alzare la voce per rivendicare i propri diritti. Dopo il maltempo del marzo scorso che ha avuto pesanti conseguenze sul sistema infrastrutturale viario di tutta la provincia teatina, dopo le tante promesse e i mancati interventi risolutivi, monta la protesta confluita in una riunione di cittadini in quel di Castiglione Messer Marino, paese divenuto il centro nevralgico delle lotte dell’entroterra.

Una assemblea, alla quale erano assenti tutti i sindaci del territorio, chiamati pertanto a riconsegnare la loro fascia tricolore, e nella quale sono state pronunciate parole di fuoco, parlando di violazione dei diritti costituzionali e disegnando un quadro davvero sconcertante con le economie al collasso, operai e studenti pendolari costretti a percorsi lunghi ed estenuanti, assistenza sanitaria a rischio.
Ed è sulle macerie di quelle strade che ha preso corpo l’iniziativa di presentare un esposto alla Procura della Repubblica.

Proprio su questo stato di impasse è intervenuto anche il presidente della commissione Vigilanza della Regione Abruzzo, Mauro Febbo, che ha presentato una interrogazione urgente al presidente Luciano D’Alfonso con la quale chiede di “conoscere la reale situazione in cui versa la viabilità nell’alto vastese e tutte le criticità derivanti dalle frane e smottamenti, le azioni fino ad oggi messe in campo dalla Regione Abruzzo, i relativi finanziamenti stanziati per le emergenze createsi nei mesi precedenti e quante azioni e quali risorse sono state programmate per rispondere alle diverse difficoltà logistiche che i piccoli centri dell’entroterra vastese devono affrontare quotidianamente”.

“I cittadini – spiega l’ex presidente della Provincia – sono all’esasperazione e il grido di allarme e preoccupazione che viene lanciato dai vari Comitati, creati per le emergenze, non possono rimanere più inascoltati e devono trovare risposta e certezza immediata. Castiglione Messer Marino, Fraine, Torrebruna, Guilmi e altri centri dell’alto vastese hanno subito ingenti danni alla viabilità causati dal dissesto idrogeologico e dagli smottamenti e rischiano di rimanere isolati se non vengono prese iniziative idonee al ripristino delle arterie principali. Una situazione che crea, giorno dopo giorno, una paralisi all’economia di quella parte di territorio: operai, lavoratori, pendolari, imprenditori, studenti e cittadini malati che hanno difficoltà quotidiana alla mobilità e al raggiungimento di luoghi necessari per le normali attività”.

“Pertanto – conclude Mauro Febbo – auspico un serio e concreto intervento sia da parte della Regione Abruzzo sia del Genio Civile affinché si possano determinare e concretizzare immediatamente misure concrete e rispondere all’evidente disagio che i centri dell’alto vastese deve affrontare ogni giorno. Sono convinto che l’Ente regionale debba mettere come priorità assoluta la situazione dell’altro vastese altrimenti si rischia di mettere a repentaglio la vita sociale ed economica di un importante territorio”.

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