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A Palazzo d’Avalos si torna a parlare di eutanasia ed accanimento terapeutico con Beppino Englaro

Sarà ancora una volta la Pinacoteca di Palazzo d’Avalos ad ospitare un interessante convegno che sarà coordinato dal segretario cittadino del Partito Democratico Antonio Del Casale. L’evento, in programma sabato 9 maggio alle ore 17.00, che sarà introdotto dai saluti del sindaco Luciano Lapenna, ha il titolo evocativo di La dignità di morire e vedrà tra i protagonisti Beppino Englaro, il papà di Eluana, la ragazza che per ben 17 anni, in seguito di un incidente stradale, ha vissuto in stato vegetativo, fino alla morte naturale sopraggiunta a seguito dell’interruzione della nutrizione artificiale operata in una clinica di Udine.

Dal 1999 Beppino ha iniziato una battaglia contro l’accanimento terapeutico in pubblico, negli ospedali, ma, soprattutto, nelle aule giudiziarie fino alla sentenza della Corte di Cassazione del 13 novembre 2008, che gli dava ragione contro l’opposizione della Procura all’autorizzazione ottenuta per interrompere l’alimentazione artificiale e quella del TAR Lombardia del 26 gennaio 2009 che imponeva alla Regione di trovare una struttura ove dar corso alla sentenza della Corte di Cassazione.

Con Englaro alla tavola rotonda parteciperanno anche il prof. Ferdinando Cancelli, medico palliativista ed editorialista dell’Osservatore romano, e il prof. Stefano Canestrari, ordinario di Diritto penale all’Università di Bologna. Le conclusioni saranno affidate all’on. Maria Amato, componente la commissione Affari sociali e Sanità della Camera dei Deputati.

“Questa non è una iniziativa qualunque e l’emozione che ho nel proporla conoscendo lo spessore dei relatori è tanta – afferma Antonio Del Casale presentando l’evento – Avremo l’occasione di confrontarci con la fragilità della vita e la dignità nell’affrontarla, saranno presenti riflessioni del mondo laico, cattolico, giurisprudenziale ed ateo offrendo a Vasto un dibattito di grande spessore ed un momento di profonda riflessione. Una tavola rotonda per interrogarsi senza far sovrastare i punti di vista nella consapevolezza che una comunità politica per essere tale deve rintracciare i propri valori culturali ed etici”.

L. S.

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