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Fondazione Mileno: torna l’incubo del mancato pagamento degli stipendi

Si pensava che l’intervento dell’assessore alla Programmazione sanitaria della Regione Abruzzo, Silvio Paolucci, avesse iniziato a scrivere la parola fine sulla vicenda della fondazione padre Albero Mileno onlus e, invece, ecco che i lavoratori sono costretti a tornare a rivivere quei momenti di difficoltà che speravano di non vedere più rimaterializzarsi dinanzi ai loro occhi.

E sì, perché la Fondazione non ha pagato gli stipendi del mese di marzo facendo scattare l’indignazione delle organizzazioni sindacali CGIL in primis che sottolinea come “non pagare lo stipendio può essere una eccezione, ma non può assolutamente diventare una regola e, in ogni caso, nonostante i ripetuti appelli, la decisione è stata presa da questa Amministrazione unilateralmente, senza consultare le Organizzazioni Sindacali e senza neppure avvertire l’esigenza ed il buon senso di informare i Lavoratori che nonostante tutto continuano quotidianamente a raggiungere il posto di lavoro. E solo Dio sa cosa voglia significare per un lavorate non ricevere lo stipendio in questi tempi di grave crisi economica!

Vogliamo fare comprendere con due semplici conti cosa accade nelle case di molti lavoratori, che non percepiscono lo stipendio di 1200 euro circa al mese. Se prendiamo il saldo dei loro conti in banca e togliamo l’affitto o la rata del mutuo, la benzina per raggiungere il luogo di lavoro, le spese per mangiare, le bollette di luce, gas e rifiuti, sul loro conto non resta nulla. E con stipendi che non superano le 1200 euro al mese altro che crociera… Le famiglie al massimo possono permettersi di andare a mangiare una pizza di tanto in tanto”.

“Troviamo non corretto – insiste la CGIL – che il frutto del lavoro guadagnato con grande professionalità, senso di appartenenza e sudore e che basta solamente a sopravvivere, ossia a garantire il minimo indispensabile, 4 mura, luce e calore per riscaldarsi, cibo per sfamarsi, non venga corrisposto, costringendo tante famiglie a dover rinunciare a diverse di quelle cose elencate e che sono fondamentali per una vita al limite del decoro. E la soluzione non è certo quella di andare a chiedere un prestito alle banche…i prestiti sono un circolo vizioso, qualcosa che non ti fa dormire la notte”.

Purtroppo le questioni da risolvere sono sempre le stesse: il pagamento degli stipendi, la salvaguardia dei posti di lavoro e della struttura stessa, il piano di riconversione annunciato dall’assessore Paolucci e in atto.

Minacciando un ritorno in strada per un nuovo sit-in permanente, l’organizzazione sindacale torna a invocare un incontro urgente con il Direttore Generale della Fondazione Padre Alberto Mileno proprio per discutere di quei punti nodali imprescindibili da qualunque ipotesi sul futuro dell’ente.

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