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Donna strangolata a Vasto, Martella non si dà pace

IL COLLOQUIO IN CARCERE. «Lo conosco da anni ma non l’ho mai visto così depresso». L’avvocato Massimiliano Baccalà all’uscita dal carcere di Torre Sinello ieri pomeriggio si è detto molto preoccupato. Martella è guardato a vista 24 ore su 24 dagli agenti. Si teme possa commettere un gesto di autolesionismo. «Non sono riuscito a parlarci. Ho cercato di farlo sfogare. Lui ripete il nome della compagna. Dice che l’amava e chiede scusa ai familiari di lei e alla sua famiglia. Non dorme e ieri dopo 4 giorni di digiuno ha mangiato una piccola parte del pranzo. Martella sta male», insiste Baccalà. «Prima di decidere il da farsi voglio aspettare che stia meglio».

IL MOVENTE. Martella non parla della sera dell’omicidio. Nessuno sa perché ha litigato con Daniela Marchi e cosa lo ha fatto infuriare. Gli investigatori cercheranno di scoprirlo attraverso il cellulare della vittima. La polizia verificherà anche se nell’appartamento in cui i due vivevano (e che è sotto sequestro) c’è anche un computer. In caso affermativo sarà consegnato alla Scientifica insieme ad altri oggetti personali, e a quanto è stato trovato accanto al corpo della donna vicino all’arma del delitto, un cavo elettrico.

LA PENA. L’uccisione di Daniela Marchi al momento è un delitto inaspettato e inspiegabile commesso da un uomo definito da chi lo conosce «garbato e silenzioso». Una stretta violenta che ha ucciso la donna in pochi secondi, come ha spiegato il medico legale Pietro Falco. L’omicidio è avvenuto dopo una discussione. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani, vista la decisione dell’indagato di avvalersi della facoltà di non rispondere non prevede alcun interrogatorio. L’accusa nei confronti del cinquantasettenne è omicidio volontario. L’uomo rischia un severa condanna. Per l’omicidio volontario la pena prevista dal codice va da 21 anni all’ergastolo. É la circostanza che può determinare la pena più alta. É prevista dall’articolo 575 del codice penale: “Chiunque cagioni la morte di un uomo” recita il testo “è punito con la reclusione non inferiore a 21 anni”. Se l’omicidio volontario è aggravato dai futili motivi la pena può arrivare all’ergastolo o, in presenza di un giudizio con il rito abbreviato, a 30 anni di reclusione. Martella in base a quanto riferito dal vice questore aggiunto Alessandro Di Blasio al momento dell’intervento della polizia sul luogo dell’omicidio era stravolto, ma sobrio e perfettamente in grado di ragionare. Non sarà facile per il difensore individuare delle attenuanti. (ilcentro.it)

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