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Palazzo d’Avalos: insediata la Commissione. Febbo: “dalla Regione attendiamo ancora risorse e interventi”

I nomi dei componenti la Commissione di studio sul dissesto idrogeologico erano ben noti, ma ieri sera, dopo l’insediamento dal parte del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte, si è proceduto alla nomina delle cariche.

Il presidente della Commissione sarà l’unico tecnico del gruppo, ovvero l’ing. Corrado Sabatini; suo vice, incarico che di solito si dà alla minoranza, Massimo Desiati, il segretario è l’ing. Luca Giammichele, tecnico dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune. Come noto componenti sono anche Simone Lembo, Paola Ciani e Mauro Del Piano per la maggioranza, Davide D’Alessandro e Guido Giangiacomo per le opposizioni.

Nel corso della riunione si è stabilito anche che la Commissione svolgerà la prossima settimana, compatibilmente con la disponibilità dei tecnici del Genio civile e dei tecnici del Comune di Vasto, un sopralluogo nel Palazzo e sui luoghi del disastro, vanificando così la richiesta avanzata in questi giorni proprio da quattro consiglieri di minoranza.
Mentre, però, l’ing. Roberto D’Ermilio, dirigente del settore Lavori pubblici del Comune, parla della scarsa presenza d’acqua rilevata attraverso i drenaggi ed i carottagi eseguiti sui contrafforti di Palazzo d’Avalos lasciando intende che lo scivolamento del muraglione sia da attribuire in primis alla scarsa qualità dei materiali adoperati, dall’altra ci pensa ancora una volta Mauro Febbo a pungolare Amministrazione comunale e, soprattutto, regione Abruzzo sui ritardi che stanno attanagliando lo stanziamento delle risorse necessarie agli interventi.

“Dopo circa un mese dalla frana della balconata di Palazzo d’Avalos – dice il presidente della Commissione vigilanza della Regione Abruzzo – è ancora tutto fermo al palo, non si riesce a capire l’ammontare del finanziamento promesso (€ 700,000) solo a parole, e ancora più grave, ad oggi, non risulta nessun atto ufficiale (delibera e/o determina) da parte della Regione Abruzzo dove si possa evincere da quale programmazione attingere i fondi visto che le risorse sul bilancio corrente non ci sono. Mentre per altri interventi, vedi Villa Celiera e Torino di Sangro sempre urgenti ed indifferibili, sono state trovat quantomeno indicazioni specifiche risultanti dall’intervento del Presidente D’Alfonso nell’ultimo Consiglio Regionale del 10 febbraio (pag.34 verbale)”.

“Dal 24 gennaio scorso, giorno della frana, è stata prodotta solo una fumosa, osannata dal Sindaco Lapenna, delibera di Giunta n.54 del 27 gennaio – commenta Febbo – nella quale si evidenzia soltanto la gravità della situazione, il valore artistico e storico del Palazzo D’Avalos senza prevedere nemmeno un euro di stanziamento relativo all’emergenza che ha colpito la Città di Vasto. E’ incomprensibile – continua il consigliere regionale di Forza Italia – che la triste vicenda non sia stata ancora delineata, soprattutto in termini finanziari, ed è necessario cercare di capire se possono essere accelerate le procedure visto che tutta la documentazione risulta ancora in elaborazione presso gli uffici del Genio Civile, nonostante le rassicurazioni, sempre a chiacchiere dell’assessore Mazzocca. Pertanto – conclude Febbo – auspico che la Regione Abruzzo, magari spronata ed attenzionata anche dal Sindaco Lapenna quando tornerà dalla visita Australiana (!!!!), tenga fede agli annunci e alle promesse delle settimane scorse, portando avanti in modo celere il percorso più efficace per mettere in atto tutte le azioni (e quindi risorse) necessarie a restituire ai vastesi un luogo dall’alto valore storico e culturale, nonché le famiglie degli immobili anch’esse interessate dalla frana”.

Orbene, stabilite evidentemente le cause, ipotizzati gli interventi e l’entità dei finanziamenti nonché la durata dei lavori (un calcolo che abbiamo azzardato anche noi) forse è il caso che la Regione Abruzzo adotti i provvedimenti promessi e metta a disposizione le somme necessarie, tenendo presente che ci vorranno i tempi tecnici per il bando di gara, la consegna dei lavori e la loro durata che, di questo passo, potrebbe trovare la conclusione a stagione turistica inoltrata se non finita.

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