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Avvio delle procedure per la costruzione del secondo lotto del Fondovalle Sangro

A breve, partiranno le procedure per l’assegnazione della costruzione del secondo lotto del Fondovalle Sangro che, secondo il progetto, prevede che la nuova infrastuttura stradale parta dal viadotto esistente nei pressi dello svincolo per l’abitato di Santangelo del Pesco e termini in corrispondenza dello svincolo appena ultimato di Quadri. Dal momento che questo nuovo lotto della fondovalle si svilupperà accanto alla sede ferroviaria, il progetto garantisce la salvaguardia del sedime ferroviario esistente. Il tragitto dovrebbe estendersi per 5 chilometri e 400 metri; le opere principali che dovranno essere realizzate sono una galleria naturale di 105 metri, una galleria artificiale di 160 metri e tre viadotti di 1050 metri. Il costo totale dell’infrastuttura è di circa 120 milioni di euro. Per la scelta del tragitto e per l’impatto ambientale che potrebbe avere, sono molte le proteste degli ambientalisti, di cui si fa portavoce Augusto De Sanctis della Stazione Ornitologica abruzzese. Nonostante il parere positivo del Comitato V.I.A (Valutazione d’Impatto Ambientale), infatti, De Sanctis denuncia la poca sicurezza del percorso stradario che è stato scelto dall’Anas e dal comitato: tra le cinque soluzioni possibili, si è optato per il percorso che è più a rischio frana. Bisogna anche considerare i precedenti: “Il primo lotto, la variante di Quadri, di soli 2 km,”  fa presente De Sanctis, “seppur costata decine di milioni di euro, è stato realizzato dall’Anas in una decina di anni, a furia di costose interruzioni derivanti proprio dalla presenza di una frana che all’ultimo minuto ha pure fatto rinviare l’inaugurazione”. L’Anas, dunque, non dovrebbe godere di nessuna affidabilità e il comitato V.I.A non avrebbe mai dovuto approvare un progetto al cui interno vi sono numerosi errori ed imprecisioni. Nella parte dedicata alla faunistica, le denominazioni scientifiche di nomi di specie animali e vegetali sono errati o incompleti, oltre alle imprecisioni nella stima dei materiali utilizzati: in una pagina del progetto è calcolata intorno ai 28.000 mc., nell’altra 210.000 mc. “In un paese civile”, puntualizza De Sanctis, “cadrebbe qualche testa per tale approssimazione e superficialità, considerata proprio l’importanza dell’intervento”. Dovrebbe essere valutata, inoltre, la questione dell’impatto che avrebbe l’opera nella contaminazione dell’habitat fluviale della lontra. Gli ambientalisti, oltre che denunciare questi aspetti più inerenti al loro campo, vogliono richiamare l’attenzione sulle cifre esorbitanti richieste per la costruzione dell’infrastruttura e sul possibile rischio frana al quale andrebbe incontro il nuovo lotto.

 

Nausica Strever

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