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Per il Cotir di Vasto in arrivo la fusione e il probabile ridimensionamento

cotir1Era stata convocata per ieri pomeriggio alle 16.00, nella sede di contrada Zimarino, l’assemblea straordinaria dei soci del Cotir-Consorzio Tecniche Irrigue S.r.l. con 5 punti all’Ordine del giorno tra cui Adempimenti societari ex art. 2482 ter cod. civ. e conseguente ricognizione della compagine sociale; Modifiche statutarie: artt. 1-19-21-22-25 e 31; Modifiche inerenti l’organo di controllo; Abolizione Libro Soci. Insomma passaggi fondamentali che avrebbero consentito di farsi una prima idea delle intenzioni della Regione Abruzzo sul futuro del Centro di ricerca vastese.

Invece, in tarda mattinata, l’assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe, rappresentante del socio di maggioranza dell’ente, ovvero la Regione Abruzzo comunicava che avrebbe disertato l’incontro, nonostante che nei giorni scorsi avesse annunciato la liquidazione e la fusione del centro. La Regione prende tempo, dunque, ma, intanto, il notaio Loiacono ha dovuto registrare l’assenza del socio maggioritario rimandando a tempi indefiniti il futuro del centro di ricerca.

Un futuro sempre più offuscato dalle nubi nere dell’incertezza e del ridimensionamento. Infatti, questo sarebbe un momento cruciale per il Cotir impegnato a proseguire e portare a termine i progetti della Misura 124 del PSR rischiando, proprio a causa dell’impasse generata dal comportamento del socio di maggioranza, di perdere finanziamenti e risorse importanti.

Per meglio comprendere come potrebbero stare le cose realmente probabilmente basterà attendere la conferenza stampa che questa mattina, alle 11.30, nella sala Polidoro del Consiglio regionale, il gruppo consiliare di Forza Italia terrà per presentare il Progetto di Legge che prevede l’istituzione del Centro regionale per la Ricerca e l’Innovazione d’Abruzzo (Cria), con l’incorporazione dei 3 Centri di Ricerca Regionali (Crab, Cotir e Crivea).

Una scelta che non potrà non avere ricadute pesanti anche in termini occupazionali sul centro vastese e di fronte a una situazione certamente poco rosea resta da chiedersi dove sono finite le bandiere, gli striscioni e gli assiepati sui tetti dell’aprile scorso quando Luciano D’Alfonso non era ancora Governatore dell’Abruzzo e che ora sembrano tutti desaparecidos.

L. S.

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