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Vasto Film Festival, giù il sipario sulla XIX edizione

presentazione-vasto film festival - 07Chiusa l’edizione 2014 del Vasto Film Festival, arriva naturalmente il tempo dei bilanci. Positivo quello dell’organizzazione che parla di oltre 2500 persone a sera per tutte le proiezioni e snocciola i numeri: 13 ospiti, 24 film, 1 seminario, 2 workshop. “Penso di aver contribuito a far vincere una scommessa al mio committente” ha sottolineato Lino Olivastri, direttore organizzativo della kermesse, nell’ambito della conferenza stampa convocata ieri in Municipio proprio per fare un primo bilancio della manifestazione. “Abbiamo rispettato gli impegni presi. L’unico ospite mancato, Aurora Ruffino, in programma la serata inaugurale, sarà recuperata probabilmente a novembre non appena la produzione del film che sta girando consentirà all’attrice di venire. Non abbiamo informato il pubblico dell’assenza dell’attrice poiché la comunicazione contrariamente a quanto riportato sul profilo Facebook dall’attrice, non è avvenuta sei giorni prima ma solo con qualche giorno di anticipo a causa di un disguido con l’agente dell’attrice. Avevamo in corso una trattativa per portare la prima sera, al posto della Ruffino, Filippo Scicchitano interprete anche lui di ‘Bianca come il latte rosso come il sangue'”. Come riportato dall’Ufficio stampa del Vasto Film Festival, il direttore artistico Nicola Ranieri ha invece sottolineato la partecipazione di Paolo Ruffini e Giulia Di Quilio, gran donna che sa come costruire la seduzione. “Se dovessi rifare tutto – ha concluso Ranieri – non creerei le sezioni: Commedia all’italiana, bambini e così via”.
Più che soddisfatto, invece, il primo cittadino di Vasto, Luciano Lapenna: “Esprimo soddisfazione per un Festival che è stato molto contenuto nelle critiche. Quest’anno le cose sono andate come volevamo, con le piazze pienissime a fine di una stagione estiva. Per la prima volta abbiamo iniziato il Festival nella data di chiusura degli altri anni, mettendone a serio rischio la buona riuscita. Abbiamo contenuto i costi. Si va a scendere per l’importo che mettiamo a disposizione. Si possono fare ottimi Film Festival con bassi costi. Ringraziamo la Meta per aver risposto ad un bando che non poteva avere risposte. Grande risultato anche fuori città. Il Film Festival è riuscito ancora una volta a ritagliarsi gli spazi nella stampa nazionale. L’augurio è che si possa continuare su questo percorso”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Vincenzo Sputore: “Abbiamo dimostrato che si possono fare cose eccellenti. Vasto deve essere custodita dalle iniziative di grande volontà. L’anno prossimo – ha raccomandato Sputore – voi dovete fare ancora meglio, facendo in modo che aumenti il numero degli spazi”.

Registrato il bilancio di organizzatori e amministrazione comunale, non dispiaccia se provo a farlo anch’io, magari giocando a Chi buttiamo giù dalla torre e chi teniamo?
Sempre considerando il pochissimo tempo avuto per l’organizzazione dell’evento, per quanto mi riguarda salverei sicuramente i momenti pomeridiani, sebbene siano stati anche quelli meno seguiti, con i relativi workshop e seminari. L’appuntamento finale con Gianni Fiorito, poi, possiamo dire che è stata la ciliegina sulla torta, una torta comunque formata da momenti complessivamente molto interessanti.
Per quanto riguarda la prima serata, certamente da promuovere la scelta di ospitare l’ottimo Ninetto Davoli per un omaggio a Pasolini che, anche nell’ottica del tema del Festival, risulta perfettamente a tono. Buttiamo giù, però, l’assoluta “omertà” sull’assenza della Ruffino; che l’avviso dell’impossibilità a partecipare sia giunto 6 giorni o solo 24 ore prima, non costava niente annunciare almeno dal palco: “Ci scusiamo, ma l’ospite annunciato ha avuto un contrattempo”.
Per quanto riguarda invece la seconda serata, terrei su quasi tutti: ottima la scelta di Elisa Amoruso, buona anche quella di Carmine Amoroso, anche se forse un po’ “campanilistica”, ma ci sta, vista la caratura del personaggio; sarebbe filata liscia anche per Chiara Caselli, se avesse taciuto su Michelangelo Antonioni. Purtroppo però ne ha parlato, e in termini che preferisco non commentare, e allora la butto giù dalla torre. Menzione speciale, infine, per Nicolas Vaporidis, artista simpatico e allo stesso tempo “sostanzioso” che ha dimostrato, sul palco del Festival e con la sua carriera, che tutto si può fare nel cinema, ma bisogna saperlo fare. Vaporidis ha interpretato ruoli “popolari” e leggeri, senza che nessuno possa contestare la sua partecipazione a un Festival come quello di Vasto. E non si può dire lo stesso di tutti (mi viene in mente un nome a caso, ma lo so che ho scocciato con la storia del povero Ruffini, tra l’altro molto apprezzato durante l’ultima serata, da quel che si legge). Quindi doppio merito al pur giovane Vaporidis.
Per la terza serata, ha funzionato alla perfezione la coppia Veronesi-Solarino: frizzante e divertente lui, elegantissima e algida lei, per quel tocco di sano “divismo” che non poteva mancare in un Film Festival. Un mix che per i miei gusti rappresenta il meglio di questo Vasto Film Festival, per quanto la Solarino non rappresenti proprio una novità sul palco del Cortile di Palazzo d’Avalos.
Glisso sull’ultima serata, visto che non ho partecipato, ma tutto sommato posso comprendere la complessiva soddisfazione degli organizzatori per aver dato all’amministrazione comunale ciò che chiedeva nel bando, sempre in considerazione delle ristrettezze di fondi e tempo in cui si è trovata ad operare. Ma se davvero la sfida è stata vinta, allora possiamo augurarci che nel prossimo futuro l’amministrazione comunale fissi l’asticella un po’ più in alto (e contestualmente consenta una programmazione un po’ più agevole) per provare a fare quel salto di qualità che purtroppo non si è ancora visto.

n.l.

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