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Cotir: tutti in fila dall’assessore, sindacati, Cda e dipendenti, ma egli non riceve nessuno

immagine di repertorio
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“Rispedisco fermamente al mittente le critiche mosse nei confronti del sottoscritto al quale si addebitano le responsabilità per la difficile situazione in cui versa il Cotir”. Così l’ex Assessore regionale Mauro Febbo risponde ad un’organizzazione sindacale e aggiunge: “Il sottoscritto e il Governo regionale di centrodestra hanno sempre lavorato con impegno e attenzione per consentire la sopravvivenza del Centro di ricerca di Vasto e degli altri centri regionali. Voglio solo ricordare che erano stati trovati i fondi e varati alcuni specifici provvedimenti, compreso la Legge di riordino, approvati tra l’altro in Consiglio regionale e in particolare gli ultimi due non si sono mai concretizzati, non certo per responsabilità imputabili della Giunta Chiodi”.  Chiaro il riferimento allo sblocco dei fondi da parte della Giunta regionale a fine 2013 e l’approvazione della Variazione di Bilancio da parte del Consiglio regionale agli inizi di maggio scorso.

“Invito i rappresentanti del sindacato che oggi mi tirano di nuovo in ballo a fare chiarezza su come e dove  quei provvedimenti si siano fermati cercando le reali cause”, ha aggiunto Febbo, affermazioni che non possono non richiamare alla mente tutta le querelle in merito alle responsabilità di alcuni dirigenti regionale in quota Pd accusati di fare campagna elettorale di fatto bloccando l’approvazione dei provvedimenti  dirigenziali necessari a sbloccare i finanziamenti, così come l’ultima sulla possibilità per il dirigente del settore Agricoltura di firmare la determina con la quale stanziare i fondi, firma che, però, non viene apposta.

“Ancora una volta – ha chiosato il capogruppo forzista all’Emiciclo – viene criticato in modo assolutamente strumentale l’operato del precedente Governo regionale ma oggi non si è ancora capito concretamente cosa voglia fare l’attuale Giunta dei centri di ricerca abruzzesi. Piuttosto mi spieghino i rappresentanti del sindacato: come mai oggi  che non sono stati ricevuti negli uffici regionali nessuno ha polemizzato o organizzato forme di proteste dure come quelle viste durante i nostri anni di amministrazione? Devo forse leggerci una qualche motivazione ‘politica’?”.

In realtà anche i dipendenti del Cotir che sono tornati a protestare all’interno del Consiglio regionale per la prima avuto non sono stati ricevuti da nessuno.

La latitanza della Regione in questa delicata fase viene lamentata anche da Alberto Amoroso, presidente del Cda del Cotir, il quale ha detto “stiamo aspettando di essere ricevuti dal neo-assessore all’Agricoltura Dino Pepe per spiegare la reale situazione economica e finanziaria dell’Ente e quali sono gli sforzi messi in cantiere per il futuro. Il piano industriale voluto e richiesto dalla stessa Regione è stato approvato nell’ultima seduta del CdA ed è stato inviato agli organi competenti.

Torno a sollecitare l’assessore Pepe per avere almeno una risposta e, soprattutto, perché la Regione Abruzzo chiarisca definitivamente la sua posizione non soltanto sulla situazione attuale, che rappresenterebbe comunque una boccata d’ossigeno per i lavoratori ormai giunti all’esasperazione, ma  per il futuro del Centro di Ricerca”.

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