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Provincia: sul dissesto stradale Di Giuseppantonio chiama a raccolta i sindaci dinanzi al Governo

bitumazione_stradeLa situazione economica dell’ente provinciale ha avuto in questi anni pesanti ripercussioni soprattutto sullo stato disastrato del sistema viario tanto che, facendovi riferimento, si è coniato il termine di “caso Chieti”. Nei giorni scorsi si è giunti addirittura alla diffusione di una nota di richiesta del dirigente provinciale Angelo Radoccia  al personale dell’ente perché si adoperi all’insegna del volontariato puro “senza badare ai livelli alle mansioni e senza alcun tornaconto” per i lavori di sfalcio dell’erba sulle strade e nelle aree pertinenti delle scuole il sabato mattina, ovvero fuori dal comune orario di lavoro.

“Resta inteso – aveva aggiunto Radoccia dando in primis la sua disponibilità – che tali attività non saranno considerate in alcun modo prestazioni lavorative e che non daranno luogo a riposo compensativo e straordinario. Sarà una mera attività con finalità sociali per mostrare che al di là dei luoghi comuni è fortissimo il nostro senso di appartenenza e il legame con questa istituzione che sentiamo nostra e per la quale siamo disposti a spendere il nostro tempo e la nostra fatica.”

Il limite del collasso, però, sembra vicino tant’è che il Presidente Enrico Di Giuseppantonio ha invitato i Sindaci dei Comuni della Provincia di Chieti ad andare tutti insieme a Roma, davanti alla sede del Governo, per sollevare il velo sul problema irrisolto della rete viaria nel nostro territorio.

“Ho chiesto ai Sindaci di sostenere l’Amministrazione provinciale  in questa battaglia di civiltà – spiega il Presidente della Provincia – data tutta la gravità del problema per un Ente come il nostro che versa in condizioni finanziarie al limite del dissesto, che ha adottato un piano di riequilibrio che non lascia spazio a investimenti adeguati per i prossimi dieci anni e che ha subito l’azzeramento  dei trasferimenti statali con l’ultimo decreto n 66.”

Nella nota inviata ai Sindaci del teatino si ricordano i numeri dello stato emergenziale delle strade di proprietà dell’Ente, ovvero più di 1800 km che corrispondono a ben l’85% sul totale dell’intera rete viaria del territorio  provinciale notevolmente compromessi dalla mancanza di interventi di natura ordinaria, per non parlare dell’impossibilità di intervenire con opere strutturali nei casi più drammatici e senza contare gli eventi calamitosi che si sono abbattuti negli ultimi anni e che hanno lasciato segni profondi ed ancora visibili.

Di Giuseppantonio richiama nella nota l’assemblea pubblica tenutasi lo scorso 18 novembre nella Sala del Consiglio provinciale: “Abbiamo redatto un documento congiunto condiviso dalla Regione e da diversi Comuni, una presa d’atto ufficiale e trasversale dell’emergenza che caratterizza la rete viaria sul profilo della sicurezza e dell’impatto negativo che ha sull’apparato produttivo regionale ma, evidentemente, non è stata intesa la gravità dagli organi centrali che pur abbiamo interessato – e aggiunge  facendo riferimento alla riforma Delrio – Prendano atto tutti i livelli di governo che la sostenibilità dell’erogazione dei servizi e dello svolgimento delle funzioni fondamentali assegnate alla Provincia di Chieti dalla legge n 56, tra cui la gestione delle strade, è messa a serio rischio dal processo di abolizione fittizia che ha avallato continui tagli ai trasferimenti in capo all’Ente su ogni fronte e ha determinato la mancata corresponsione di una copertura finanziaria straordinaria per la Provincia di Chieti, più volte richiesto al Governo per far fronte alla nostra situazione”.

L’invito, dunque, a sostenere nella solidarietà interistituzionale il “Caso Chieti” affinché la viabilità della nostra Provincia di Chieti non sia solo occasione di critiche legittime da parte degli amministratori e dei cittadini che vivono problemi di circolazione stradale al limite della sicurezza, ma serva a scuotere i rappresentanti del Governo centrale che  prendano coscienza delle esigenze reali degli Enti locali.

“Conto di ricevere una disponibilità unanime  da parte dei Sindaci che rappresentano i cittadini di questo territorio – conclude la nota Di Giuseppantonio – al fine di manifestare il disagio e il sacrificio enorme che sopportiamo a causa delle strade dissestate: chiusure per frane e smottamenti, limiti notevoli al traffico, incidenti per il pessimo stato della pavimentazione, la fuga degli investitori dall’area industriale più importante del centro-sud Italia”.

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