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Molino con D’Alfonso sul palco in piazza Diomede

Ha voluto ringraziare coloro che gli sono stati affianco nel lungo processo che lo ha portato alla candidatura, Domenico Molino, nel suo comizio di ieri sera, in particolar modo coloro che con lui hanno dato vita all’associazione ADESSO VASTO!

Sul palco, nonostante le voci che si sono rincorse in queste settimane, erano presenti il sindaco di Vasto Luciano Lapenna, l’on. Maria Amato, la vice segretaria regionale del PD Alexandra Coppola, l’assessore comunale di Ortona Gianluca Coletti, il consigliere comunale di Francavilla Enrico Bruno, il segretario del PD di Vasto Antonio Del Casale.

“La candidatura di Luciano D’Alfonso a presidente della regione Abruzzo – ha detto l’esponente del PD vastese – è la migliore che il centrosinistra e il Partito Democratico in testa dopo le primarie, poteva avere in questo momento. Gli abruzzesi, e noi vastesi in particolare, abbiamo vissuto questi ultimi 5 anni, per la verità quasi 6 (unico caso al mondo di prorogatio di mandato popolare) del governo Chiodi, il peggiore senza ombra di dubbio della storia d’Abruzzo, senza luci di nessun genere, ,ma nell’oblio totale di politiche che hanno creato alla nostra gente e al nostro territorio danni e impoverimento, basti pensare alle vertenze territoriali del COTIR e del consorzio di bonifica sud.

Governare non rispettando coloro che quotidianamente prestano il loro servizio per la regione, non provvedendo al pagamento delle loro spettanze per 18 mesi, penso che non abbia eguali; nessuna gestione pubblica può permettersi situazioni del genere.

Per molto meno, ad un privato, sarebbe fata istanza di fallimento. Saremo noi a decretare questo fallimento per il centrodestra, con il voto del 25 maggio, che porterà al governo della regione Abruzzo, chi è rappresentante di buon governo, il PD e Luciano d’Alfonso”.

Non è mancata la stilettata al Movimento 5 Stelle “Questa ribellione non deve essere quella portata avanti dal Movimento 5 stelle, una protesta arrogante e priva di contenuto, non fa bene all’Italia e non fa bene all’Abruzzo.

Il nostro “essere ribelli” si deve caricare di coraggio per ricercare le radici politiche dell’agire “del buon padre di famiglia”.

Dobbiamo guardare a una Regione che sia in grado di rimettere al primo posto il lavoro, la famiglia, la nostra storia di abruzzesi e proiettarla verso il 2020.

Sto parlando del mio sogno e prospettive politiche di questo territorio che insieme a tutte le democratiche e i democratici vorrei porre in essere, consapevole che solo in questo modo potremmo fare di Vasto la capitale del turismo ambientale della costa chietina, con l’avvio infrastrutturale del Parco e il rilancio dei turismi.

Penso a questo perché sono consapevole che il 60% del prodotto interno lordo regionale deriva dallo sforzo, dal sudore e scarifico degli imprenditori e degli operai e operaie del vastese e del Sangro, che insieme alle aree di Termoli e Melfi rappresentano l’indotto più grande dell’automotive italiano”.

Nel suo discorso Molino ha lanciato nelle mani di D’Alfonso quelle che ritiene quattro priorità per il territorio vastese, ovvero l’arretramento della SS 16, nel tratto Casalbordino-San Salvo; il ripristino di una adeguata rete di emergenza-urgenza ospedaliera, che garantisca la dignità e diritto ai cittadini; l’avvio della cantierabilità del nuovo ospedale di Vasto e la disponibilità delle risorse sufficienti per far decollare la “via verde della costa teatina”, il nostro parco.

L’ex sindaco di Pescara è salito sul palco raccogliendo, almeno in parte le sfide lanciategli da Molino “Il 20% della viabilità regionale è interrotta. Noi ci faremo carico anche della loro manutenzione e progetteremo le nuove strade”

D’Alfonso ha ricordato a chi lo attacca nascondendosi dietro le questioni giudiziarie che in questi anni ha sempre evinte le campagne elettorali cui ha partecipato e che “la magistratura mi ha dato 53 assoluzioni”. A chiodi e compagni ha rinfacciato la latitanza nel vastese al punto da dover considerare eccezionale il rilascio positivo della VIA per il porto di Punta Penna. “Bisogna fare le infrastrutture al porto – ha chiosato D’Alfonso e dare l apossibilità agli imprenditori di investire da subito”

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