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Cuperlo al d’Avalos per un Pd che guarda a sinistra

incontro-gianni cuperlo - 18Quella per le primarie dell’8 dicembre sta prendendo sempre più i connotati di una battaglia sull’identità di un partito che evidentemente non ha ancora ben assimilato “l’esperimento” di un’amalgama tra centro e sinistra che appare tuttora forzata dalla contingenza di un bipolarismo che tende a semplificare ciò che semplice non è. E in questa battaglia Gianni Cuperlo, ospite a Palazzo d’Avalos ieri sera, non fa certo mistero di voler riportare il partito verso quella sinistra che negli anni del berlusconismo si è lasciata “distrarre” dal suo quadro di ideali e di valori di riferimento, agevolando – tra l’altro – il giochino di parole tanto in voga tra i grillini sulla coppia PDL-PDmenoL. Insomma, la corsa al centro proprio non va giù a Cuperlo che evidentemente vede in Renzi la conferma degli errori fatti dal centrosinistra in questi anni.
Anche presso la Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, un apprezzato Cuperlo, alla presenza del sindaco Lapenna, dell’onorevole Maria Amato e del segretario locale Antonio Del Casale (solo per citare il tavolo), ha provato a tirare a sinistra il timone del Pd, cercando di toccare le corde dei presenti, rispetto allo storico sistema di valori che forse, oggi come oggi, risulta perfino stonato nel contesto di un partito fortemente rivolto al centro, tant’è che – se non fosse stato per le bandiere – l’incontro di ieri si sarebbe potuto confondere con una riunione di Rifondazione Comunista.
Iperboli a parte, Cuperlo tra dotte citazioni e suggestivi riferimenti ideali, ha riportato all’interno del Pd, parole come “lotta”, “sogno”, “utopia”, “uguaglianza”, “battaglie collettive”, concetti che potrebbero tranquillamente provocare “crisi di rigetto” nel suo diretto avversario, quel Matteo Renzi che ieri sera sembrava completamente assente dai ragionamenti di Cuperlo. Mentre infatti D’Alema, nel precedente incontro a Monteodorisio, aveva concentrato buona parte del suo intervento sull’attacco a Renzi, piuttosto che sulla “sponsorizzazione” di Cuperlo, il diretto interessato ha preferito evitare attacchi diretti al suo antagonista, se non per un isolato richiamo al “doppio ruolo” che il sindaco di Firenze si candida a rappresentare: “Occorre rispetto, – ha tuonato Cuperlo – quello di segretario del Pd non è un lavoro che si può fare a tempo perso”.
Ma al di là dell’isolato riferimento, Cuperlo ha indirizzato le sue critiche principali contro quel centrodestra che – secondo la sua interpretazione – avrebbe promosso una politica succube dell’economia e che avrebbe dato un notevole contributo all’attuale crisi: “Non è la politica in generale che ha fallito, – ha sottolineato Cuperlo – è la loro politica che ha fallito. Il nostro sbaglio è stato quello di essere stati timidi nel contrastare l’impostazione ideologica della destra, tanto da lasciare soli, privi di rappresentanza, i tanti lavoratori in difficoltà che oggi sono costretti ad azioni eclatanti per far parlare di sé, quando dovremmo essere noi la loro voce. L’8 dicembre non si sceglierà solo il segretario del partito, ma anche l’idea dello stesso partito che vogliamo portare avanti; il Pd ha bisogno di ritrovare quella cornice di valori e di ideali che lo hanno fatto grande”.

n.l.

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