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Desiati: un Piano Strategico senza valutazione di carattere politico

Desiati_SigismondiL’ultima tranche della conferenza stampa delle minoranze di questa mattina a Palazzo di Città è stata demandata a Massimo Desiati il quale non ha perso l’occasione di entrare nel merito squisitamente politico del Piano Strategico approvato dal Consiglio comunale vastese e in via di approvazione da parte di quello sansalvese. “L’unica opera pubblica degli ultimi due anni, tra l’altro incompiuta, è il taglio dell’erba all’asilo Carlo della Penna”, ha esordito ironicamente il consigliere di Progetto per Vasto.  Tornando al documento approntato dallo staff del prof. Roberto Mascarucci “parte nel 2007 – ha detto Desiati – ed è stato sempre sottovalutato; da settembre sotto pressione della Regione, che prospettava la possibile perdita dei finanziamenti, e dei tecnici, che volevano vedere soddisfatte le proprie competenze, il Piano riceve una forte accelerazione e dopo la prima Commissione del 5 settembre sembrava dovesse essere approvato in poche ore”.

L’ex assessore regionale rincara la dose: “Il Piano affidato nel 2007 non risente nella maniera più assoluta di attività di governance da parte del Comune di Vasto, ovvero senza che questo intervenisse sotto alcun aspetto di contenuto, cosa che avrebbe potuto fare con delibere di Giunta per segnalare scelte e opportunità. Esso è arrivato come fogli sparsi senza valutazione di carattere politico e questo è gravissimo. Ecco perché il 30 settembre abbiamo presentato una serie di emendamenti dei quali abbiamo messo a conoscenza sia i tecnici che l’Amministrazione di San Salvo, ma l’Amministrazione ha confidato nel fatto che una volta in Consiglio per spirito di appartenenza dei consiglieri l’assise avrebbe approvato.

Desiati ha voluto rispondere anche a quanto ribattuttogli nell’Aula Vennitti da Maurizio Vicoli, incaricato di ufficializzare la posizione della maggioranza sugli emendamenti delle minoranze: “i nostri emendamenti erano stati ritenuti congrui al Piano da parte dei tecnici e allora pensavamo che avrebbero forse dato dignità al lavoro dell’opposizione. Emblematico è quanto accaduto per quello presentato da Sigismondi sulla separazione delle acque bianche e nere che l’Amministrazione ha fatto proprio. Nonostante ci avessero promesso di accogliere il nostro emendamento ci siamo accorti della differenza di quello proposto e approvato dalla maggioranza solo in sede di Consiglio: noi chiedevamo un intervento per tutta la città e loro lo hanno concentrato solo alla Marina”.

L’esponente di Progetto per Vasto si è tolto poi qualche sassolino dalle scarpe: “Tutti gli emendamenti da noi presentati potevano essere accolti, ma la maggioranza capziosa li ha respinti sulla base del semplice contenuto puntuale e non generale. Ed allora mi viene da pensare al Polo per l’infanzia di Vasto incluso nel Piano…che differenza c’è con il Polo delle Associazioni di volontariato, del Polo di aggregazione sociale e sportivo a Vasto Marina? Eppure non si trattava di demagogia, ma di risposta al territorio”

Un breve passaggio sulla questione Tarsu era d’obbligo: “Se si voleva fin dall’inizio tornare alla Tarsu perché è stato redatto e portato in approvazione il regolamento per la Tares?” insiste Desiati, che poi si è lanciato in un’ultima considerazione: “L’Amministrazione vive male la propria quotidianità e che non riesce a fare un minimo di  strategia politica  e amministrativa per il territorio, e il Piano  ne è ampia dimostrazione, e che è malato di burocraticismo…sono dei burocrati che non hanno idee politiche per questa città”.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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