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Tra breve la Regione attiverà la sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti ad amianto

Ivo Menna
Ivo Menna

La Regione Abruzzo attiverà, tra le prime regioni italiane, la sorveglianza sanitaria gratuita sui lavoratori esposti ad amianto in merito alle malattie polmonari e tumorali, mesotelioma pleurico in primis. Questa è la notizia positiva che giunge dopo la conclusione dell’accordo tra l’Università G. D’Annunzio, l’INAIL, la Agenzia Sanitaria Regionale e la ASL Lanciano -Vasto – Chieti per  la realizzazione di un “biorepositorio dove verranno conservati campioni biologici (sangue, urina, espettorato) di tali soggetti, da utilizzare allo scopo di ricerca e di medicina preventiva. L’attività, che avrà inizio entro poche settimane, si concretizzerà nel controllo clinico annuale dei soggetti esposti (già classificati dall’INAIL) e nel reperimento annuale e stoccaggio permanente in biobanca di materiale biologico prelevato dai tali soggetti.  La sorveglianza comprenderà visita medica, esami radiologici, prove di funzionalità respiratoria ed esami di laboratorio. Le eventuali malattie derivate da amianto che verranno diagnosticate saranno riconosciute come malattia professionale da parte dell’INAIL”.

Ad annunciare quanto sancito dall’accordo è Ivo Menna, rappresentante delle relazioni esterne del Comitato esposti ad amianto di Vasto, che già il 25 novembre 2009 aveva pubblicamente sollecitato a mezzo stampa la Regione Abruzzo e il suo assessore alla Sanità, allora Lanfranco Venturoni, “affinché attivasse immediatamente la sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex ed esposti all’amianto, dopo la promulgazione avvenuta il 4 agosto 2009 della Legge Regionale n. 11, la quale incentrava  la sua ratio, certamente sulla individuazione e lo smaltimento dell’amianto, ma soprattutto “sulla sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ad amianto”, e con “l’adozione di specifici orientamenti regionali relativi alle problematiche sanitarie connesse con l’esposizione professionale in atto, anche mediante il coordinamento dei servizi di vigilanza con i medici competenti; sulla raccolta dei dati epidemiologici, l’utilizzo dei dati del Registro regionale dei mesoteliomi sugli effetti neoplastici causati dall’esposizione all’amianto; la raccolta di dati sanitari ed amministrativi da strutture ospedaliere ed INAIL, relativamente alle patologie amianto correlate”.

“Tutte cose che il comitato vastese esposti ad amianto chiedeva da anni – ricorda Menna – per il loro caso specifico, (dopo che due gradi di giudizio, Tribunale di Vasto e Corte di Appello di L’Aquila riconoscevano agli operai della SVOA di Vasto il diritto al risarcimento e alla salute  per anni esposti ai pericoli dell’amianto), ma anche per tutte quelle migliaia di lavoratori della zone industriali sfortunatamente incorsi nella esposizione al minerale killer, che ufficialmente conta oltre 5000 morti l’anno, una cifra ben al di sotto della realtà. Sapendo anche che l’amianto ormai è disperso nell’ambiente e che tutti, proprio tutti siamo definitivamente esposti”.

L’accordo raggiunto e l’imminente avvio delle procedure di sorveglianza sugli esposti all’amianto vengono definite dall’ambientalista vastese “un risultato positivo ma che ancora non diventa consapevolezza del disastro ambientale provocato dall’impiego dell’amianto nei processi industriali, nell’edilizia residenziale e scolastica,  e di tutto quello che è stato disperso nell’ambiente e di cui subiremo negli anni futuri la contaminazione e le conseguenze sulla salute umana”.

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