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Sull’Arap e la sua sede è scontro tra ex democristiani

Giuseppe Forte
Giuseppe Forte

Era stato Antonio Prospero a levare gli scudi in difesa della costituzione dell’Arap (Azienda regionale delle Aree produttive) e della paventata decisione del governo regionale di  non concedere a Vasto la sede del nuovo Ente.

Al consigliere regionale ha deciso di portare un attacco frontale un suo ex amico di partito, ovvero l’attuale presidente del Consiglio comunale vastese Giuseppe Forte che non ha risparmiato epiteti per il buon Tonino definendolo ventriloquo ben lieto di “servire” il capo.

In una nota data alla stampa si legge “Il presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Gianni Chiodi, allorquando si rende necessario rispondere alle critiche, che piovono sulla sua testa da parte di rappresentanti politici del territorio del Vastese, si affida ai suoi ben noti ventriloqui ben lieti di “servire” il capo. Diventa così piacevole e sorprendente scoprire che Antonio Prospero, vastese doc, ha sposato con convinzione la creazione dell’ARAP (Azienda regionale delle Aree produttive) varata dalla Giunta di centrodestra della nostra Regione con L.R. n.23 del 29 del luglio 2011 per il “Riordino delle Funzioni in Materia di Aree Produttive”

Forte richiama il lavoro svolto dai grandi della Balena bianca del vastese a favore dell’occupazione a cominciare dalla capacità di favorire l’insediamento di grandi industrie nei vari distretti industriali d’Abruzzo grazie all’istituzione proprio dei Consorzi. Scrive Forte: “Una legge che cancella il lavoro e l’intuizione di eminenti esponenti della vecchia Democrazia Cristiana, partito di provenienza dello stesso Prospero, del calibro di Remo Gaspari e Vitale Artese che si staranno rigirando dentro la tomba nel prendere atto di questo autentico “scippo” operato da chi ha necessità di salvare strutture che hanno fallito nei loro programmi e nei loro obiettivi. Loro, i Gaspari e gli Artese, avevano avuto l’intuizione di creare i Consorzi Industriali grazie ai quali nella nostra Regione si registrò crescita e sviluppo economico. Proprio la presenza di quei Consorzi Industriali consentì l’arrivo in Abruzzo di aziende come la S.I.V. (poi Pilkington), della Magneti Marelli (poi DENSO), della SEVEL, della Texas Instruments e così via. Non è quindi un discorso di becero campanilismo ma della constatazione di una spogliazione attuata in danno di alcuni territori che reclamano visibilità e presenza di strutture operative efficienti. Ci sono i dati che parlano più di ogni cosa”.

E poi giù a snocciolare cifre per rivendicare il ruolo centrale del vastese e del sangrino a sostegno della richiesta di avere la sede della costituenda Arap proprio nella città di Vasto “Bastano solo alcuni elementi – prosegue ancora Forte – per far capire lo scippo che si sta consumando in danno della Provincia di Chieti che con i suoi due Consorzi Industriali, quello del Vastese e quello del Sangro, conta il 65,67% del valore dei sei Consorzi Industriali d’Abruzzo (Teramo, Avezzano, L’Aquila, Sulmona, Val di Sangro e Vasto) che daranno vita all’ARAP. Il Consorzio Industriale del Vastese porta in dote un capitale valutato dal tecnico incaricato dalla Giunta Chiodi, di ben 11.366 milioni di Euro, a fronte dei soli 745 mila euro del Consorzio di Teramo. Il Consorzio della Val di Sangro apporta un capitale di 6.032 milioni di lire a fronte dei 2.670 del Consorzio di Avezzano e così via, per un totale del valore complessivo, al 30 aprile u. s., di 26.493 milioni di Euro. Mentre il Consorzio di Chieti-Pescara è stato chiuso per i fatti che tutti conosciamo. E la sede dell’ARAP dove verrà allocata? A Pescara!!!”

La nota non poteva non chiudersi con un attacco politico diretto che ha già il sapore di una querelle elettorale plaudendo all’iniziative dell’Amministrazione comunale di impugnare la delibera regionale che avvia la procedura di soppressione dei Consorzi:  “Altro che decentramento dei servizi a vantaggio dei cittadini. Siamo di fronte all’arroccamento dei servizi nei centri di potere laddove la politica può continuare a fare il bello ed il cattivo tempo. Ma non basta. Secondo voci di corridoio il Consorzio Industriale del Vastese pare abbia una disponibilità economica in contanti di diversi milioni di euro. Bene ha fatto, quindi, il Comune di Vasto ad impugnare l’atto della Giunta Regionale che, in esecuzione della legge regionale n.23 del 29 luglio 2011, ha avviato la procedura di soppressione dei Consorzi Industriali della Regione. Forse è stato fatto poco. Occorrerebbe un’azione di protesta vibrante da parte di chi è chiamato a rappresentare le nostre popolazioni nelle sedi deputate. Ma se anche un consigliere regionale di questa parte d’Abruzzo plaude alla “geniale” idea di Chiodi e Castiglione che speranza abbiamo ancora per il futuro dei nostri figli?”

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