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Il ministero dell’Ambiente richiama la Regione sul Parco della Costa teatina

parco-costa-teatina-1Ormai si va di scadenza in scadenza, di proroga in proroga. Il ministero richiama la Regione, la Regione stringe le spalle e se la prende coi comuni che non hanno ancora presentato la perimetrazione, e pure con quelli che l’hanno presentata richiedendo un’incomprensibile “conferma” (come nel caso di Vasto); i comuni a loro volta se la prendono con la Regione che “non fa il suo dovere” di coordinamento e si torna da capo. Naturalmente stiamo parlando dell’ormai nota farsa dell’iter per dar vita al Parco nazionale della Costa teatina, istituito per legge dello Stato nel lontano 2001. Dodici anni e si parla ancora di perimetrazione.
Le associazioni ambientaliste naturalmente premono e protestano, soprattutto il Wwf che ha recentemente espresso dure critiche alla situazione di stallo che si protrae da ormai troppo tempo. La stessa associazione riferisce che “la Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare, richiamando la sua precedente nota dell’11 ottobre 2012 con cui aveva già sollecitato la regione a predisporre una perimetrazione in accordo con i comuni, nella nuova nota del 28 marzo 2013 scrive, tra l’altro, che si è dovuto rilevare che nessun riscontro è pervenuto da Codesta Regione impedendo di fatto il superamento dello stallo in cui permane da tempo la procedura in atto”.
Il ministero ha inoltre ricordato che il prossimo 30 giugno scadono i termini per il commissariamento, che potrebbe essere un buon modo per sbloccare la situazione, visto l’immobilismo del governo regionale, se non fosse che alla scadenza, come succede ormai di consuetudine, sicuramente sarà richiesta una proroga, che – se abbiamo imparato bene la storiella – non porterà a niente di diverso di nuove scadenze, pressioni del ministero e nuove richieste di proroghe. È evidente che senza la volontà politica di realizzarlo, il Parco rimarrà bloccato e probabilmente sarà anche il protagonista della campagna elettorale per le regionali del 2014.
Intanto il presidente del Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio, commenta sconsolato: “Sono passati 12 anni e quest’area protetta è rimasta finora praticamente solo il testo di una legge inapplicata. Non ha neanche il perimetro e, quindi, non risulta sulle mappe. Se ci fosse sarebbe con la sua sola esistenza un forte motivo di richiamo turistico. È una situazione estremamente grave perchè noi cittadini siamo educati a rispettare le leggi e non a fare di tutto per disapplicarle, venendo meno ad obblighi nazionali ed internazionali per la conservazione della Natura”.
La responsabilità di questa situazione, Di Tizio non ha dubbi, “è chiaramente della Regione Abruzzo e di questa maggioranza che sta facendo di tutto per ostacolare l’applicazione della legge. Richiamiamo al senso di responsabilità istituzionale la Regione affinchè risponda celermente al Ministero con una proposta seria e concreta, evitando il commissariamento”. Perché il Wwf tema il commissariamento è ancora da capire, visto che – se, ad esser ottimisti, non si vogliono aspettare le prossime elezioni – appare come l’unica strada percorribile per sbloccare la situazione.
“Auspichiamo – conclude comunque Di Tizio – che la Regione non risponda con proposte di perimetrazione senza capo nè coda, come il cosiddetto parco “a isole” che fece sorridere tutti gli esperti del settore. Non può sfuggire l’importanza della nascita del parco per contrastare con i fatti la deriva petrolifera che preoccupa la gran parte degli abruzzesi.”

n.l.

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