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La questione Pulchra scopre le carte sul tavolo

Enrico Tilli
Enrico Tilli

Un altro passaggio cruciale del secondo mandato Lapenna è certamente il rinnovo del Consiglio d’Amministrazione della Pulchra S.p.A., la società mista a capitale pubblico (51% del Comune) e privato (49% della Sapi) che si occupa della raccolta dei rifiuti nella nostra città. Fino a stamane il CdA è composto dal presidente Enrico Tilli, dall’amministratore delegato Giovanni Di Martino e dal consigliere Ezio Di Santo. Già da tempo, però, la questione Pulchra era al centro del dibattito politico, dove si richiedeva una revisione dei rapporti tra la parte pubblica e l’Ente e tra questo ed il Civeta, il Consorzio che si occupa dello smaltimento.

La vicenda diventa ancor più interessante quando diventa lo specchio del difficile momento che sta vivendo la maggioranza che governa la città. Di fronte ad un Luciano Lapenna che sembra protendere per lo smantellamento del CdA di nomina politica per passare gli incarichi a personale dipendente del Comune, all’insegna di una spending review che non deve interessare solo le attività con bilancio in rosso, ma anche quelle in saldo positivo, si è accesa una animata diatriba che scopre un po’ le carte sul tavolo. È bastata una breve intervista dell’assessore Marra ad accendere le polveri perché uno dei papabili nuovi assessori, Domenico Molino, vi soffiasse subito sopra per alzare le fiamme. E lo scontro si è generato a tutto tondo tra accuse, rimpalli di responsabilità e richieste di soppressione che hanno interessato tutti gli enti comunali. In particolare Molino ha punzecchiato con forza Marra su alcuni CdA: “non è accettabile che chi fino a pochi mesi fa si strappava le vesti per uno strapuntino da dare ad un amico o amica di partito, oggi si erga a riformatore e rinnovatore. Sono certo che tutti ricordano chi era l’ultimo presidente dell’Istituzione dei servizi sociali e a quale partito politico appartenesse. Oggi l’Istituzione è senza nomine politiche, e da domani lo sarà anche la Pulchra. Questa è stata una volontà che il Pd rivendica a sé. Marra dichiari, invece, che si impegni a eliminare i Cda della Scuola civica Musicale, del Centro Rossettiano e della Riserva di Punta Aderci”.  

Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici a cominciare da una “correzione” d’obbligo sul cda dell’Istituzione dei Servizi sociali recentemente soppresso ”le sue allusioni all’Istituzione del Servizi Sociali il cui ultimo cda di nomina politica è stato in carica alcuni mesi ed è stato diligentemente presieduto da Cinzia De Libertis, candidata alle ultime amministrative con Giustizia Sociale”.

Sugli altri CdA richiamati da Molino, montano le perplessità di Marra che sembra condividere appieno quanto detto dall’ex assessore: Per gli altri cda, dove Rifondazione Comunista non ha avuto alcun consigliere siamo ben lieti di arrivare a un superamento delle rappresentanze politiche. Perché lo innervosisca una dichiarazione sulla stampa che vedo condivide, non mi è facile intuire. Le scelte in passato sono state prese con la responsabilità di tutta la maggioranza, Rifondazione compresa. Oggi che ne abbiamo ancora l’opportunità, mettiamo in atto il cambiamento.

Ed allora se esiste un confronto-scontro così serrato non può che essere il sintomo di un nervosismo che scuote tutta la maggioranza, il sintomo di una voglia di trovare nuovi equilibri e nuovi spazi.

La questione Pulchra, però, rappresenta anche un primo bando di prova di quello che potrebbe accadere anche in fase di approvazione del bilancio di previsione e, quindi, della tenuta dell’Amministrazione Lapenna. Se è vero come è vero che Luigi Rampa scrive in una nota che “Il Partito Socialista Italiano di Vasto, in merito all’imminente rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Società Pulchra Ambiente, apprende dagli organi di stampa (e solo da questi, visto che, seppure forza di maggioranza, ad oggi non è stato interpellato dal Sindaco e/o dalle altre forze politiche, né in via formale, né in via informale)” è facile intuire come attorno alla forzatura del PSI non si sia ancora trovata la quadra e che, forse, Lapenna abbia sì intenzione di provare a instaurare un dialogo, ma non sotto la spada di Dàmocle di un ricatto, tant’è che nella stessa maggioranza qualcuno pare orientato maggiormente ad un’apertura verso i centristi, che sembrano aver sfruttato subito l’occasione per tirare una stoccata a Barisano e C. “La volontà del Sindaco incontra il nostro incondizionato sostegno”, hanno dichiarato all’unisono Del Prete, D’Alessandro e Montemurro ed è un po’ la prima avvisaglia di quello che potrebbe accadere anche a fine mese. D’altronde proprio l’indipendente Davide D’Alessandro ha più volte coerentemente ribadito che la città ha bisogno di avere un’Amministrazione in grado di governare e che avrebbe garantito il proprio appoggio su quei 7-8 punti programmatici ritenuti nodali di fronte alla situazione contingente, di fatto dimezzando il potere contrattuale del PSI.

Ordunque, se il primo cittadino voglia scrivere la parole fine sulla sceneggiatura scritta dal PSI dovrà farlo nei prossimi giorni, così da affrontare nel modo migliore la questione bilancio, ma potrebbe anche decidere di non fare nulla alla luce di quanto sopra ed intanto attendere un dietro-front del PSI per tornare al dialogo e nel contempo gli sviluppi del quadro politico nazionale e regionale che potrebbero aprire nuovi scenari, anche se ha sempre ribadito che vuole portare a termine il proprio mandato sindacale.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

 

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