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Spending review: Lapenna, siamo eroici

Lapenna, Centi, Delrio

C’era un vero parterre de roi al convegno su spending review e patto di stabilità voluto alla Pinacoteca di Palazzo d’Avalos dall’Amministrazione comunale e dall’Anci. A spiccare, tra assessori e consiglieri non solo del Comune di Vasto, la presenza dei senatori uscenti Giovanni Legnini (Pd) e Paolo Tancredi (PdL), dei candidati al Parlamento Maria Amato, Angelo Pollutri ed Eugenio Spadano, dei consiglieri regionali Antonio Prospero ed Antonio Menna. Dopo il breve saluto introduttivo di Antonio Centi, Presidente di Anci Abruzzo, è toccato al primo cittadino di Vasto Luciano Lapenna entrare nel merito reale delle questioni con un intervento puntuale e circostanziato, probabilmente il migliore ascoltato questo pomeriggio. In particolare il sindaco ha snocciolato le reali problematiche che i Comuni si trovano ad affrontare con la spending review così come portata avanti dagli ultimi governi e con il Patto di Stabilità che ha contribuito, e non poco, a soffocare le attività comunali generando quelli che egli stesso ha definito “i drammatici problemi che minacciano la sopravvivenza dei Comuni”. La prima stoccata Lapenna l’ha data, però, al legislatore: “la proliferazione di provvedimenti, il più delle volte decreti legge e, quindi, immediatamente esecutivi, cambiati dopo pochi giorni con altre leggi vanifica ogni possibile programmazione: vogliamo norme certe e chiare. Nessun sindaco verrà ricordato per le grandi opere pubbliche: già siamo fortunati se riusciremo a pagare gli stipendi al personale e se poi riusciamo a mantenere i servizi minimi, a fare un po’ di  manutenzione siamo eroici. I governi in questi anni hanno fatto una politica demagogica contro la Pubblica Amministrazione.” E poi giù a testa bassa contro il Patto di stabilità: “impedisce gli investimenti – ha detto Lapenna – Nel corso di questi anni abbiamo subito tagli lineari verso i Comuni che hanno penalizzato le amministrazioni, soprattutto quelle che avevano già tagliato le spese. I nuovi tagli previsti per il 2013 per 2.250milioni di euro non sono sostenibili per i Comuni e sono da rivedere sia per l’entità che per la modalità.” L’ultima parte dell’intervento del primo cittadino è stata incentrata su tre punti di discussione nodali: capitolo 1°, le assunzioni nell’Ente: “nel mio Comune nel 2006  vi erano 226 assunti, 11 dirigenti ed 1 direttore generale; oggi 178 assunti e 5 dirigenti a fronte di una popolazione passata dai 36.000 ai 41.200 residenti. Il limite alle assunzioni pesa sui Comuni, il blocco delle assunzioni fino al 2016 va rimosso e va previsto un piano assunzioni nelle P.A. considerando la spesa corrente dell’ente.” Capitolo 2°, l’IMU: “l’impegno assunto dall’ultimo governo sul trasferimento di questa imposta, che, come sapete, ha poco di comunale ci trovava d’accordo per l’IMU sugli immobili adibiti ad attività produttive. Oggi siamo preoccupati da un dibattito pre-elettorale che ci porta un’incertezza assoluta. La restituzione dell’IMU prima casa porterebbe ad un esborso di 4,5 miliardi da parte dello Stato e le conseguenze sarebbero gravi in quanto un Comune come Vasto perderebbe circa il 10% delle proprie entrate. Al nuovo Parlamento dico che l’IMU deve essere assegnata interamente ai Comuni che dovrebbero stabilire anche le detrazioni e le esenzioni.” Capitolo 3°, la TARES: “la nuova tassa porterà certamente degli aumenti, ma vi è una profonda incertezza nelle modalità e nei criteri di applicazione. Chiediamo di rinviarla al 2014 consentendoci, intanto, di riscuotere la TARSU come è ora. Siamo d’accordo sui pagamenti ai fornitori entro 30 giorni, ma sembra giusto che anche gli Enti sovracomunali mantengano i loro impegni nei confronti della P. A.”

Enrico Di Giuseppantonio

Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi successivi tra cui quello del presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio che ha puntato il dito contro la moratoria che ha tenuto in vita le Province azzerandone però i bilanci. Inoltre, ha sottolineato come, nei giorni scorsi, sia stato presentato a Roma un manifesto in cui gli amministratori provinciali chiedevano di poter almeno agire sulle cose basilari come le condizioni delle scuole, ”intollerabili per un Paese civile”, la viabilità, l’ambiente ed i Centri per l’impiego. Per Di Giuseppantonio bisogna smetterla di pensare che le Province siano il marcio della P.A. quando ci sono ben oltre 7000 tra Ato, Consorzi, Comunità ed altri Enti che costano allo Stato oltre 2 miliardi e 400 milioni di euro.

Collimanti gli interventi di Giovanni Legnini e Paolo Tancredi i quali hanno evidenziato la stortura di una politica di spending review che anziché partire dai presupposti che prima bisogna osservare quel che non va e poi lo si taglia, si taglia indiscriminatamente e poi si vede se funziona.

Graziano Delrio

Tutti concetti peraltro ripresi anche da Graziano Delrio, Presidente Nazionale Anci nonché Sindaco di Reggio Emilia, il quale ha definito i Comuni come “la spina dorsale del nostro Paese ed invece tutte le scelte di governo in merito all’autonomia sono state orientate sulle Regioni. La tenuta del Paese è data dai Comuni”. Riprendendo quanto affermato da Lapenna “abbiamo bisogno di autonomia e responsabilità finanziaria – ha detto Delrio – per rispondere oggettivamente al cittadino che va rispettato.” Sulla revisione della spending review il presidente Anci si è trovato pienamente d’accordo “non è per mantenere l’esistente, ma bisogna cambiarla con intelligenza valutando secondo criteri di efficienza.” Quindi il Patto di Stabilità che per Delrio non è altro che un avanzo di bilancio: “ovvero è come se io incasso 2000 e devo spendere 1500. Gli altri 500 li devo mettere da parte. In questi anni abbiamo accumulato 15 miliardi ed ora ne abbiamo da parte 9. Il Governo potrebbe modificare autonomamente il Patto di stabilità consentendoci di sbloccare queste somme e di ripartire dalle piccole opere: l’edilizia scolastica, il dissesto idrogeologico e la riqualificazione urbana.”

Luigi Spadaccini

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