Il primo giorno a Vasto del nuovo allenatore della Vastese

Aldo Papagni: “La salvezza si raggiunge lavorando”

papagni nuovo allenatore (1)

Prima Ottavio Palladini, la scorsa estate, con le ambizioni di provare a vincere il campionato. Poi Fabio Montani, dallo scorso 14 ottobre a domenica scorsa, 29 punti in 24 partite per lui che non sono serviti a tirare fuori la squadra dai guai. Ora ci proverà Aldo Papagni, pugliese di Bisceglie, 62 anni, con una lunghissima carriera alle spalle tra Bisceglie, Trapani, Sora, Tricase, Fasano, Fidelis Andria, Melfi, Taranto (vittoria del campionato di C2), Cavese, Benevento, Sorrento e l’Aquila.
Ieri il nuovo allenatore della Vastese, dopo la firma sul contratto che lo legherà alla società biancorossa fino a giugno, con una opzione anche sulla prossima, e la foto di rito con il presidente Franco Bolami ed il coopresidente Pietro Scafetta, ha conosciuto la squadra e si è messo subito a lavoro: ha dieci giorni di tempo per rianimarla in vista della trasferta in programma a Campobasso il prossimo 17 marzo (domenica prossima il campionato è fermo). Sarà affiancato dal suo vice Luigi Di Simone.
“Vasto rappresenta una piazza importante – ha detto ieri subito dopo aver diretto il primo allenamento – ed ho accettato volentieri questa sfida. In questo momento, però, le parole non servono: dobbiamo metterci a lavorare per raggiungere l’obiettivo della salvezza. Il modulo? Con la squadra questa è una settimana di conoscenza, nei prossimi giorni vedremo. Il prossimo anno? Lasciamo stare. Da questo momento il pensiero di tutti deve essere rivolto all’obiettivo da raggiungere, altri discorsi non hanno senso”.
La società biancorossa ha deciso di affidarsi a lui per portare la squadra al traguardo della salvezza senza dover passare attraverso il pericolosissimo tunnel dei play-out. Un compito complicato, è bene sottolinearlo subito, perché la Vastese di quest’anno è una squadra costruita male fin dall’inizio. Nemmeno il mercato di riparazione, tra arrivi e partenze, è servito per rianimarla: scelte sbagliate e giocatori sopravvalutati hanno fatto sì che la stagione diventasse da subito un incubo.
“La nostra scelta – hanno sottolineato sia Bolami che Scafetta – è ricaduta su un uomo di calcio di grande esperienza e capacità. La volontà è di compattare il gruppo e l’ambiente per raggiungere la salvezza. Abbiamo compiuto un ulteriore sforzo e con Papagni vogliamo anche lanciare un messaggio importante alla città: l’amore e la passione per la squadra restano e facciamo di tutto per il suo bene”.
“E’ la persona giusta – ha aggiunto il diesse Pino De Filippis, del resto la sua carriera parla da sola: in 29 anni ha allenato 27 anni nei professionisti e solo due anni in D. Gli abbiamo chiesto di salvare la squadra e, se le cose andranno come ci auspichiamo, la società gli affiderà un progetto di una certa importanza anche per la prossima stagione agonistica”.
GAETANO QUAGLIARELLA (il centro)

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